ASCOLI PICENO – In epoca di tweet e computer, degna di nota è l’iniziativa che parte dall’associazione Cisi (Centro per l’integrazione e studi interculturali) assieme all’Associazione culturale Actor, “Leggiamo un libro a mamma e papà”. Da un’idea di due attrici, Cristiana Castelli e Veronica Barelli, il progetto, pensato già nel 2010, si svilupperà in una serie di incontri in via Corso di Sotto, nella sala comune del condominio ad housing sociale Abitiamo Insieme Ascoli, domenica 17 e 24 febbraio e sabato 2 e 9 marzo, dalle 10.30 alle 12.30.

L’obiettivo del progetto è di creare un rapporto tra genitori e figli, entrambi nel duplice ruolo di lettori e uditori, attraverso il libro e la sua condivisione come terreno comune e fertile per creare e mantenere rapporti umani.

Durante gli incontri richiederemo la partecipazione attiva da parte di adulti e bambini attraversi giochi, attività psico-motorie, letture spontanee, drammatizzazioni, disegni giganti di gruppo con lo scopo di sviluppare la creatività, la fantasia e la curiosità e creare un proprio libro realizzato a quattro mani da genitore e figlio.

Condividere la lettura di un libro è un modo di identificare e coltivare un terreno comune, per dare inizio e fondamento a una delle attività essenziali della vita: quella di creare e mantenere rapporti. Rapporti con le persone, con le situazioni, persino con gli oggetti. L’intimità, la complicità che si crea tra un adulto e un bambino che leggono insieme ha buone probabilità di durare tutta la vita. Spesso costituisce il migliore di tutti i ricordi.

Imparare a leggere è un compito difficile, spesso scoraggiante a cui è necessario offrire sostegno e motivazione. E non c’è motivazione migliore di quella che deriva dal pensare che la lettura sia fonte di piacere. Bisogna imparare a considerare il libro un oggetto magico. Il libro ci risponde, ci trasporta altrove.

Leggere e raccontare ad alta voce pone i bambini di fronte al linguaggio che per loro è un gioco. I bambini del passato disponevano di pochi giochi e poca televisione: la parola per loro diventava la parte centrale dell’attività di svago, l’interazione verbale tra adulto e bambino (attraverso il recitare filastrocche, l’invenzione di giochi di parole e gli scioglilingua) era viva e presente. Il bambino di oggi non capisce tutte le parole che ascolta alla tv ma, dato che non deve ripeterle, non ci bada troppo. Non gli entrano dentro, non gli creano immagini. Ai nostri piccoli piace sentirsi raccontare le storie o provare a ripetere le filastrocche che i nonni insegnano. Tutto ciò può aiutare il bambino a conoscere il mondo, gli può dare le immagini per criticarlo.

È necessario creare fin dalla primissima infanzia un rapporto affettivo con il libro. La passione per la lettura nasce dal rapporto affettivo che con essa viene instaurato fin dai primi mesi di vita e dalla consapevolezza di avere con essa un rapporto autentico e paritario. Il modo migliore per preparare un bambino piccolo alla lettura consiste nel prenderlo in grembo e leggergli e rileggergli ad alta voce racconti che gli piacciano. La lettura diventa un atto di amore e grande importanza riveste la relazione fisica fra lettore e ascoltatore. Ascoltare la voce pacata del proprio genitore ha sul bambino un effetto calmante e rassicurante; occorre ri-trovare e ri-scoprire la possibilità di comunicare con il bambino attraverso un linguaggio totale: un linguaggio che non raggiunge solo la sua mente, ma anche il suo corpo. I bambini infatti sanno che la comunicazione è sì parola ma anche gesto.

D’altro canto per gli adulti leggere ai bambini si configura come un’importante opportunità formativa. Nel leggere ai piccoli un libro pieno di belle figure essi non solo si trasformano in compagni di viaggio ma arricchiscono nello stesso tempo se stessi.

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