ROMA – Una strana atmosfera, carica di aspettative ma ancora stordita dal clamore per l’annuncio shock di Papa Benedetto XVI, quella che si respirava martedì pomeriggio (12 febbraio), dentro e fuori le ovattate stanze di Palazzo Borromeo, nel cuore pulsante di Roma.

La sede dell’Ambasciata italiana presso la Santa Sede, infatti, ha ospitato l’84esimo anniversario dalla firma dei Patti Lateranensi.

Più che una protocollare cerimonia, l’evento si è rivelato un vertice dai molteplici significati amplificati dall’incertezza del periodo di transizione per il futuro conclave.

Oltre ad essere avvenuto l’indomani della storica decisione del Papa di lasciare il pontificato il prossimo 28 febbraio, alcune delle stesse massime cariche dello Stato e della Chiesa, chiamate a rinnovare il concordato tra Vaticano e Italia, il prossimo anno, non saranno presenti. Come nel caso del presidente Giorgio Napolitano che terminerà il suo mandato a maggio 2013 e dei politici che dovranno vedersi confermare nelle prossime elezioni.

A descrivere quella “malinconia di fondo, che ha fatto da sfondo a questo tradizionale appuntamento”, è stato lo stesso Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco. “È stata – ha aggiunto Greco – l’ultima presa di contatto tra i due paesi nella formazione attuale”.

Tutto il ricevimento di martedì pomeriggio, nell’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede, si è svolto in forma particolare ed essenziale nella forma.

Sotto le volte rinascimentali del palazzo acquistato dallo Stato italiano proprio nel 1929 sono passate in successione le alte cariche dello Stato e del Vaticano.

Il presidente del Consiglio Mario Monti arrivato con qualche minuto in anticipo ha accolto, poco prima delle 16.15, nel cortile dell’Ambasciata, il Cardinale Tarcisio Bertone, segretario di stato Vaticano. Poi e’ arrivato, atteso, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che si e’ fermato a salutare e a rispondere alle domande dei giornalisti. L’incontro bilaterale tra i governi dei due Stati è stato preceduto dal colloquio tra il cardinale Tarcisio Bertone ed il Presidente della Repubblica in cui è emerso che nei prossimi giorni Napolitano avrà modo di salutare personalmente il Santo Padre in “udienza speciale”. Già lo scorso 4 febbraio, durante il concerto di Zubin Mehta e del Maggio Musicale nell’Aula Paolo VI nell’ambito delle celebrazioni, fu proprio il discorso del Presidente che con voce rotta dalla commozione salutò Ratzingher quasi a presagio, consapevole o inconsapevole, dell’imminente scelta del Santo Padre.

In rapida successione sotto il cielo plumbeo di Roma l’arrivo dei presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini e di otto ministri: Lorenzo Ornaghi (Beni culturali), Paola Severino (Giustizia), Andrea Riccardi (Integrazione), Elsa Fornero (Welfare), Enzo Moavero (Politiche comunitarie), Vittorio Grilli (Economia), Anna Maria Cancellieri (Interno), Giulio Terzi e il sottosegretario Antonio Catricalà.

Da parte della Chiesa atteso e confermato l’arrivo del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, del segretario generale Mariano Crociata, del sottosegretario Domenico Pompili e, per la Santa Sede, il cardinale Attilio Nicora, presidente dell’autorità di informazione finanziaria del Vaticano, il “ministro degli Esteri”, Dominique Mamberti, il suo vince Monsignor Ettore Ballestrero e l”assessore” Brian Wells, oltre al portavoce vaticano padre Federico Lombardi. Alla cerimonia anche Pier Ferdinando Casini e Gianni Letta. Il pomeriggio celebrativo si è chiuso alle 18,30. “L’ultimo vertice dell”era Ratzinger” è stato poi definito dal portavoce della Santa Sede, Padre Lombardi, un incontro molto significativo: “il clima era molto sereno, cordiale, rispettoso. Lombardi ha poi riferito che il Presidente Napolitano, il segretario di Stato Bertone e il premier Mario Monti, hanno parlato della situazione attuale, dell’Italia in Europa, della libertà religiosa nel mondo e di Medioriente, in particolare della Siria e dell’Egitto. Sabato 16 pomeriggio alle 18 udienza privata di Benedetto XVI con Mario Monti. Sabato 23 in tarda mattinata incontrerà il presidente Napolitano. E ora si apre la strada che porta verso il conclave per l’elezione del nuovo pontefice non prima del 15 marzo. Il portavoce vaticano in questo clima di generale stordimento mediatico, tra incredulità e sgomento, ha esortato i cattolici a “non essere disorientati” dalla decisione del Papa di farsi da parte.
Tamara Ciarrocchi

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