Una piccola “letterina” ai protagonisti della conferenza stampa di sabato scorso, Paola Senesi dell’associazione Libera e Anna Casini e Luciano Agostini candidati al Parlamento per il Partito Democratico.

A PAOLA SENESI L’iniziativa di Libera è molto utile, ben fatta, trasparente. Un plauso – l’ennesimo – a chi si spende con alti valori morali ma anche con un lavoro capillare per ribadire quanto la legalità sia necessaria in questa nostra Italia e in tutto il mondo. Chi accompagna i fatti alle parole, come Libera, è davvero un esempio per tutti, indipendentemente dalle idee di ciascuno.

Soltanto un piccolo appunto alle parole di Paola Senesi: “La corruzione costa 60 miliardi”.

Purtroppo le informazioni vere (sappiamo cos’è la corruzione oggi in Italia) poi vengono distorte, e si rischia di creare nuovi problemi. I cittadini così pensano che “senza corruzione” o un giorno “senza evasione fiscale” non ci sarebbero più problemi. Così non è: ed è un problema molto serio dell’Italia attuale, perché si è convinti che tutti i mali siano colpa della Casta.

Parliamo dei 60 miliardi di “costo della corruzione” (a parte che la stessa Corte dei Conti non ritiene valida questa cifra, che addirittura sarebbe della metà di quel che vale in Europa). Si tratta di ipotesi, congetture che però non trovano riscontro nella realtà. Personalmente sono stato vittima – come tanti – di sistemi velati di corruzione altrui, e anche per questo gradirei che fosse inesistente (lo scrivo proprio per evidenziare la mia personale posizione ed evitare fraintendimenti). Ma non ha senso parlare di corruzione in termini economici: perché occorre capire chi paga (lo Stato? i cittadini?, le imprese?, un po’ ciascuno?) e occorre capire chi incassa.

In realtà il “costo” non è denaro che sparisce, ma è ricchezza di cui si appropriano soggetti che non lo meriterebbero. Quando, al mio posto, appena laureato, furono scelte persone che avevano una tessera di partito (e che ora sono dipendenti pubblici, ma questo è un altro conto, e sono sempre all’interno di partiti), si trattò di un problema etico e morale, non credo che occorra né che sia possibile quantificarlo in denaro (è una deriva contabile-razionale).

Quando parliamo di razzismo, o di mancanza di accesso all’istruzione delle classi sociali meno abbienti, evitiamo – ancora, fortunatamente – di dire quanto “costano” questi comportamenti inumani o anti-sociali.

Quando parliamo della Cina, o del Brasile, o della Russia, o dell’India, parliamo di nazioni che stanno crescendo economicamente nonostante la corruzione. E, come faceva notare l’economista Marco Passerella domenica a San Benedetto, anche l’Italia della Prima Repubblica era corrotta, ma non per questo non produceva ricchezza. Anzi

Insomma, un problema etico da combattere duramente in ogni modo, e certamente quel che è etico ha anche ricadute economiche, ma guai a trasformare una battaglia di alto valore morale in un contabilità economica o peggio nella risoluzione della crisi che da altri motivi è creata: e non per intellettualismo, ma perché è probabile che una riduzione della corruzione porterebbe benefici ridotti rispetto alle aspettative che si generano.

So che l’obiettivo di Libera è sano e giusto, ma so che da questo tipo di iniziative si può ottenere qualcosa in più dal punto di vista morale ma ben poco sotto l’aspetto economico.

ANNA CASINI E LUCIANO AGOSTINI Entrambi hanno sottolineato un problema relativo alle volumetrie che la giunta Castelli starebbe concedendo per progetti come l’ex Sgl Carbon, oppure per idee come il nuovo ospedale di Vallata. Anche qui, opinioni rispettabili e anche sincere: altri 330 mila metri cubi di abitazione avranno l’effetto di svalutare un poco gli edifici già esistenti (cresce l’offerta), impoverendo quindi il patrimonio oggi di proprietà degli ascolani, poiché la domanda di abitazioni è complessivamente molto bassa.

Il problema è che, pur nella libertà delle scelte, a qualche chilometro di distanza la concessione di volumetrie in cambio di servizi è prassi. Dunque, delle due l’una: Gaspari del Pd a San Benedetto e Castelli del Pdl ad Ascoli praticano politiche identiche – le uniche consentite dall’austerità europea! – quindi o vanno entrambi incensati, o compatiti, o bacchettati.

Essendo Anna Casini e Luciano Agostini candidati al Parlamento, mi auguro per loro che, una volta eletti, vogliano modificare le regole su cui si fonda il ventennio che abbiamo alle spalle (non solo di Bunga Bunga, purtroppo) e, oltre alla legge contro la corruzione giustamente chiesta da Libera, si sforzino per far sì che i Comuni italiani non debbano svendere il proprio patrimonio per realizzare servizi pubblici.

Credo che entrambi ricordino come, quando erano ragazzi, queste cose, adesso consuete, non avvenissero. E i motivi ci sono. Qualcosa ho già scritto qui.

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