ASCOLI PICENO – Per Ascoli una mazzata. Altro che trasloco della Provincia a Macerata. Stefano Corradetti, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, solleva il velo: “Nella giornata di martedì 19 febbraio abbiamo appreso, con sgomento, della volontà di imminente chiusura da parte dell’Università di Camerino di tre Corsi di Laurea con sede ad Ascoli: Tecnologie e Conservazione per il Restauro dei Beni culturali, Informatica Industriale e design.

Ascoli città universitaria, dunque, rischia di divenire un ricordo? Corradetti scrive una interrogazione a risposta orale per il prossimo consiglio: “Non capiamo, innanzitutto, come mai una decisione così importante e grave non sia stata affrontata anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali e come mai non sia stato informato del problema anche il Consiglio Comunale. Sembrerebbe, infatti, che sfruttando un decreto che introduce restrizioni ai corsi di laurea, l’Università di Camerino, in modo sicuramente grossolano e con una decisione che sembrerebbe andare nella direzione di una difesa corporativa e territoriale, dopo innumerevoli difficoltà relativamente anche alla disponibilità gratuita e non a pagamento delle sedi ad Ascoli, avrebbe deciso, senza valutare la qualità, l’efficacia, e il numero di iscrizioni, di eliminare dei corsi nella nostra Città per aprirne uno nuovo a Camerino”.

Scrive Corradetti: “Il corso di Tecnologie e Conservazione per il Restauro dei Beni Culturali, ad esempio, ha risultati superiori anche a prestigiosi atenei di rilievo nazionale: assoluto in termini di occupabilità (davanti addirittura a Firenze), è il corso ad Ascoli col maggiore gradimento degli studenti, è per immatricolati in Italia e superiore alla media nazionale con un trend in controtendenza in ascesa. Nonostante una positività indiscussa sia numerica sia qualitativa, ci sembra assolutamente ingiustificabile l’ipotesi di chiusura. Nel dibattito sul convegno sull’Università ad Ascoli tenuto dal Partito Democratico a cui abbiamo assistito nella giornata di ieri, increduli, abbiamo ascoltato docenti che hanno riferito di come il rettore dell’Università di Camerino avesse aspettato mesi per essere ricevuto dal sindaco di Ascoli. Abbiamo appreso, anche, di come le esternazioni del sindaco Castelli sulla stampa in merito all’ipotetico spostamento ad Ascoli di Scienze della formazione dell’Università di Macerata e l’utilizzo di 300 mila euro da parte del Consorzio Universitario a questo fine avrebbero potuto irritare il Rettore di Camerino, costretto, invece, dal 2011 a pagare l’affitto di 170 mila euro annui per l’utilizzo della sede universitaria di Largo Cattaneo”.

“Una miscela esplosiva – così la descrive – insomma, è venuta maturando, a danno della Città di Ascoli. Una miscela, purtroppo, dove le responsabilità sono sicuramente diverse, ma alle quali ci sembra abbia contribuito molto attivamente a determinarle anche il nostro Sindaco, sia nella negativa gestione dei rapporti, sia nel non aver affrontato il problema delle sedi per tempo trovando, magari, soluzioni temporanee in attesa del termine (non imminente) della fine dei lavori presso l’ex Ospedale Vecchio Amazzoni. E’ sempre bene ricordare che, siamo di fronte ad una delle più indecorose e vergognose gestioni del denaro pubblico in Italia. Grazie alle giunte Celani e Castelli, oggi, dopo tredici anni da quel giugno dell’anno 2000, quando la regione stanziò quindici miliardi di vecchie lire per il Polo Universitario, i lavori non sono stati ancora ultimati e non sappiamo se in modo più o meno determinante influiscano su scelte così scellerate per la città come quella della chiusura di tre corsi universitari”.

“Purtroppo ancora una volta l’amministrazione comunale perde tempo dietro a fiere, feste, sagre, e pseudo iniziative culturali mentre per sciatteria o trascurataggine rischiamo di perdere parte della presenza universitaria nella nostra città” è l’amara conclusione.

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