ASCOLI PICENO – Il messaggio è: l’industria picena è all’ultimo stadio. Roberto Corradetti, direttore generale di Confapi di Ascoli Piceno, ha presentato il nuovo presidente Paolo Marica, che ha preso il posto del cavalier Francesco Caprioli: l’obiettivo è quello di fornire alle piccole e medie imprese picene associate (132, partendo da zero, 8 anni fa, oltre 220 del settore trasporti) ma anche di quelle che vorranno chiedere “aiuto” all’associazione imprenditoriale che coinvolge aziende dai 10 ai 100 dipendenti.

“Il nostro obiettivo è quello di dare all’imprenditore la soluzione per i problemi della sua impresa – dicono Corradetti e Caprioli – Oramai la burocrazia è diventata un problema e nella nostra zona, composta da piccole e medie imprese, non c’è possibilità di dedicarsi interamente al proprio lavoro. Noi non vendiamo servizi, ma collaboriamo con l’imprenditore per creare spazi economici”.

“Ci sono tanti problemi, devo dire che le piccole imprese in questo momento sono abbandonate dal credito, nonostante il governo Monti abbia garantito il rimborso del 50% dei prestiti forniti – afferma Corradetti – Viviamo in un momento di crollo, nell’insofferenza. Oramai ricevo sempre più notifiche da parte di imprese picene che segnalano che di loro non è rimasto che il magazzino delle merci invendute: non ci sono più maestranze né lavorazioni in corso, stiamo perdendo tutto. In altre zone d’Europa funziona diversamente, un imprenditore piceno ha deciso di investire in Carinzia, in Austria, e i funzionari pubblici gli hanno eliminato tutte le incombenze burocratiche e lo hanno aiutato in ogni modo”.

Corradetti parla anche dei rapporti con i sindacati: “Ci siamo incontrati giovedì 22 febbraio, e purtroppo rileviamo che non c’è quell’atteggiamento collaborativo che vorremmo, perché in un momento come questo non possiamo farci le guerre tra di noi”. Critiche anche alla formazione del Fondo Sociale Europeo: “Si spendono tantissimi soldi inutilmente, senza che si apprenda nulla”.

Paolo Marica è stato per anni dirigente della Riso Mercurio, azienda romana che era arrivata ad avere 850 dipendenti e 500 miliardi di lire di fatturato, oltre che avviato i primi Cash&Carry della capitale e la serie di supermercati Sidis: “Mai avuto contrasti con i lavoratori, io ero uno di loro e andavo a sporcarmi le mani nel posto di lavoro”.

“Creeremo un laboratorio di consulenza, anche con le istituzioni come l’Inail che già ci ha detto di voler collaborare – precisa Marica – Siamo aperti anche a ricevere richieste da imprese che non fanno parte della Confapi, almeno inizialmente. Oramai abbiamo molte situazioni al limite, con una pressione fiscale al 72% con il 28% che deve coprire il rischio d’impresa e deve dar da campare”.

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