ASCOLI PICENO – Tre anni di carcere al trentacinquenne ascolano, S.S.F., per aver colpito duramente un suo coetaneo, causandogli la perdita dell’occhio sinistro, durante la notte bianca ascolana. Questa la sentenza emessa ieri dal Gup, Giuliana Filippello, al margine del rito abbreviato.

Una notte di festa, quella che si svolse a cavallo tra il 10 e l’11 agosto scorso nella città delle Cento torri, che, però, trovò il suo triste epilogo in una vicenda di cronaca nera che vide protagonisti, nella esecrabile parte dei carnefici, un gruppo di ragazzi e la loro voglia di dar sfogo ad eruzioni testosteroniche dagli effetti devastanti.

Nel bel mezzo di una notte estiva, all’insegna del divertimento e allo shopping, alcuni passanti allertavano la Questura di Ascoli Piceno, perché quello che stava accadendo, nella zona retrostante il Palazzo dei Capitani, intorno alle 2:30, era a dir poco inverosimile: un gruppo di ragazzi se le stavano dando di santa ragione. Inizialmente alcune pattuglie della Polizia effettuano una perlustrazione nella zona interessata, in particolare nei pressi dell’incrocio tra via Alvitreti e via del Trivio.

I ragazzi – secondo una prima ricostruzione della Questura – erano visibilmente in preda ai fumi dell’alcool, e quando sono arrivate le prime pattuglie di Polizia si sono trovati di fronte ad uno scenario molto più grave di quanto avrebbero potuto immaginare: un giovane ascolano, R.V. di 33 anni, era riverso a terra gravemente ferito ad un occhio da una bottiglia di vetro. Questo è quanto ha riferito la stessa vittima dell’aggressione, dopo che era riuscita a riprendersi. Tuttavia le lesioni riportate sono apparse subito gravi, e il giovane è stato trasportato subito al Mazzoni con un’ambulanza.

Lo scenario di guerriglia che si è materializzato davanti agli occhi delle forze dell’ordine, evidenziando episodi simili in altre zone del quartiere, hanno fatto scattare subito l’intervento della Digos che, grazie ad una capillare e complessa ricostruzione dei fatti – grazie anche alle testimonianze raccolte –, è riuscita ad identificare l’autore della violenta aggressione ai danni del giovane trentereenne ascolano. Qualche giorno dopo S.S.F., ascolano di 35 anni, viene scovato nella sua abitazione, arrestato per il reato di lesioni gravissime, e condotto al carcere di Marino. Dopo 48 ore di detenzione venne messo ai domiciliari.

Al margine del rito abbreviato, che si è tenuto ieri al Tribunale di Ascoli Piceno, l’avvocato difensore di S.S., Alessandro Angelozzi, promette una serrata battaglia in Appello:” Non c’è la prova. Esistono elementi contraddittori che ci fanno ben sperare. Attenderò la motivazione della sentenza, che arriverà tra trenta giorni, e poi ricorreremo in appello”.

Le perplessità dell’avvocato ascolano sarebbero circostanziate alla testimonianza della fidanzata della vittima, presente durante l’aggressione. La donna, che è stata sentita tre volte dagli inquirenti, in momenti diversi, avrebbe fornito agli inquirenti – secondo Angelozzi – versioni incongruenti fra loro.

Il teste, inoltre, avrebbe dichiarato che quella notte, pochi attimi prima dell’aggressione al suo compagno, avrebbe visto un ragazzo staccarsi ripetutamente da un gruppo di altri giovani, poco distanti, e colpire R.V. al volto. Ma in questa circostanza, la ragazza non avrebbe saputo indicare il vero responsabile, poiché la violenza si sarebbe consumata in maniera fulminea.

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