ASCOLI PICENO – Il Partito Democratico chiuso  e arroccato  a difesa del fortino dei privilegiati e dei nominati, incapace di ascoltare le esigenze dei cittadini verso quel rinnovamento tanto auspicato. Il gruppo provinciale degli Ecologisti Democratici analizza il risultato elettorale e critica il modus operandi del partito nell’ultima campagna elettorale.

“Quando furono indette le elezioni  primarie per “scegliere” il futuro premier della coalizione di Centrosinistra alle elezioni politiche del 2013 – si legge in una nota di Gaetano Masci -, vennero innalzate barricate e blindature, addirittura con due comitati “pro Bersani” in antitesi tra di loro, da parte dei dirigenti del partito comunale e provinciale, da parte dei sindaci e dagli amministratori degli enti locali, intorno alla figura “carismatica” del segretario nazionale del partito.

Coloro che, come il gruppo, degli Ecologisti Democratici decisero di schierarsi a favore della candidata Laura Puppato, furono derisi, emarginati e snobbati anche da parte dei dirigenti e amministratori che si guardarono bene dall’essere presenti, anche, in occasione della venuta ad Ascoli Piceno della stessa candidata Laura Puppato.

Stendiamo un velo pietoso, poi, sulle manovre di selezione e di ostracismo nei confronti di quel “popolo” della sinistra che avrebbe voluto esprimere qualcosa di diverso oppure liberamente votare e basta sia alle primarie di coalizione che alle successive primarie dei candidati parlamentari alla Camera e al  Senato.

Questi baldanzosi personaggi hanno poi condotto una campagna elettorale con supponenza e indifferenza verso tutti e tutto, organizzando manifestazioni e incontri puramente di facciata e autoreferenziali alla presenza dei soliti noti opportunamente manovrati e con presenze mai superiori alle cinquanta unità.

Oggi ad urne chiuse è iniziato il solito balletto dello scarica barile e del dagli all’untore con spietate analisi sulle pagliuzze degli “altri” senza naturalmente guardare alle travi presenti nei loro occhi che non ha permesso di vedere la realtà  esterna e di cogliere il malessere e il disagio di quel “popolo” che guarda a sinistra e che sentitosi emarginato e non accolto ha deciso di esprimere la propria amarezza con scelte di voto, non verso la galassia della sinistra radicale, ma verso chi in qualche modo e confusamente toccava i temi ambientali e dell’energia pulita ma soprattutto proponeva quel rinnovamento e quella partecipazione che non avevano trovato all’interno di quel PD chiuso e arroccato  a difesa del fortino dei privilegiati e dei nominati.

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