ASCOLI PICENO – La polveriera sta per saltare in aria. E così, in attesa dell’aumento dell’Iva nel prossimo mese di luglio (record al 22%), ecco adesso il prossimo arrivo della Tares, rinviata di qualche mese forse per evitare la campagna elettorale, ma imminente per colpire le tasche di imprese e famiglie. Il presidente di Confindustria Ascoli Piceno, Bruno Bucciarelli, ha inviato una lettera a tutti i 33 sindaci della Provincia in merito a questo nuovo prelievo fiscale: “Il  gravissimo momento economico e sociale che la provincia sta  attraversando impone una riflessione attenta e responsabile sugli strumenti che possono essere messi in campo, nel brevissimo periodo, per sostenere l’intero sistema produttivo. La sostituzione della vecchia Tarsu con la nuova Tassa rifiuti e servizi (Tares), a partire dal 2013, ci obbliga a tornare sull’argomento, nella consapevolezza che il sistema imprenditoriale locale non è più in grado di sopportare nuovi incrementi della pressione fiscale complessiva, che già oggi raggiunge livelli record”.

Esprimendo “viva preoccupazione per gli effetti che la nuova tassa potrà avere sulle imprese – Bucciarelli segnala – la necessità di una azione di coordinamento per favorire quanto più possibile un’applicazione omogenea della Tares sul territorio ma anche e soprattutto un’attività di confronto sulle simulazioni delle nuove tariffe che tutti i Comuni stanno effettuando”.

Nel documento propositivo Confindustria Ascoli Piceno segnala la vitale importanza di studiare ed introdurre meccanismi di attenuazione dell’imposta ed esenzioni, laddove gli incrementi imposti dalla Tares, mettano a rischio la stessa sopravvivenza delle imprese. A tal proposito si avanza la proposta che “le Amministrazioni predispongano i regolamenti di applicazione della Tares in modo “virtuoso”, consentendo alle imprese di continuare ad operare senza nuove e gravose imposizioni”.

Nello specifico si suggerisce di escludere dalla tassazione le aree dove si producono i cosiddetti rifiuti speciali, quelle dove si producono rifiuti speciali non pericolosi, assimilati agli urbani, nel caso in cui non sia garantito il servizio di smaltimento;  le aree scoperte accessorie delle utenze non domestiche a qualsiasi uso adibite non suscettibili di produrre rifiuti, quali ad esempio parcheggi, piazzali di manovra, strade di accesso e le  aree coperte come  mense, uffici, di aziende nelle quali non si svolge più alcun tipo di attività di produzione di beni o servizi, a causa della riorganizzazione del sito produttivo.

Bucciarelli auspica che “nell’ottica di rendere più attrattivo il nostro territorio, sarebbe quanto mai opportuno, introdurre delle agevolazioni Tares per le nuove iniziative industriali o artigiane e per la riattivazione di impianti produttivi dismessi “e si augura che  “solo con il supporto coordinato di tutti gli attori pubblici operanti nel territorio, si creino condizioni per uscire indenni da questa fase di crisi”.

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