ASCOLI PICENO – “E così scopriamo che la macchina burocratica del Comune di Ascoli Piceno è costata 14 milioni di euro, ma avrebbe dovuto costare 7 milioni, cioè la metà”: Micaela Girardi, del Partito Democratico di Ascoli, commenta la notizia che, in un paio di giorni, ha fatto il giro di Ascoli, ovvero il triste primato del capoluogo piceno come Comune d’Italia con il più alto spreco percentuale per spese burocratiche.

A scriverlo – dopo lungo lavoro – sono la fondazione dell’Anci Associazione di Comuni d’Italia che si occupa di finanza locale insieme alla Banca d’Italia e al Ministero dell’Economia – scrive la Girardi – Guardando ai capoluoghi di Provincia a noi vicini si nota che: Macerata avrebbe dovuto spendere 6 milioni e ne ha spesi 7; Fermo ne ha spesi 5 di milioni e avrebbe potuto spenderne 5,5; Teramo ha speso quasi 8 milioni e avrebbe dovuto spendere 7. Dunque, nessuno ha sprecato come Ascoli. E lo stesso risultato si ritrova in dato percentuale anche su tutta Italia: Ascoli è stata la peggiore città capoluogo di provincia sotto questo profilo”.

“Gli sprechi della burocrazia avvantaggiano solo i più “fortunati” sottraendo risorse alla collettività. Adesso sarà necessario capire dove si annidano e in che misura il Comune continui a produrli tutt’oggi. Dal canto suo, l’attuale Giunta Comunale nel 2012 ha ceduto Palazzo Sgariglia alle Banche, accettando di essere coinvolta dalla Fondazione Carisap in un’operazione ad alto rischio economico/finanziario per il Comune ed in totale spregio della destinazione in favore dei bisognosi, stabilita nel lascito della famiglia Sgariglia. Sarà valutato questo atto dalla Corte dei Conti?” termina.

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