ASCOLI PICENO – Continuano senza sosta le indagini dell’Arpam sugli effetti ambientali derivanti dal rogo che l’8 marzo scorso mandò in fumo l’Ascoli Rottami, l’impianto di autodemolizioni che si trova nella zona industriale di Marino.

Tuttavia, il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, in via del tutto precauzionale, ha invitato i cittadini a non avvicinarsi troppo al luogo dell’incendio, onde evitare l’inalazione delle polveri provocate dai vari materiali andati in fumo.

La preoccupazione maggiore, però, scaturisce dalla tettoia dell’opificio in eternit che è andata distrutta durante l’incendio, materiale che sicuramente si è frammentato nella deflagrazione. I controlli a tappeto dei tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale – in diretta sinergia con la sede di Pesaro – riguardano un raggio d’azione molto ampio: dai pozzetti circostanti, fino ad alcuni prelievi effettuati nelle acque del torrente Marino; oltre, naturalmente, ai campionamenti dei fumi sprigionati dall’incendio, effettuati pochi minuti dopo l’inizio della combustione.

Una parte dei risultati sono già stati consegnati al sindaco che nelle prossime ore stabilirà le eventuali misure da adottare. Per quelli definitivi, bisognerà aspettare a domani. Sull’incendio, che 10 giorni fa mandò in fumo l’intero opificio, indaga anche la Procura.

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