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ASCOLI PICENO – Determinato, convinto, consapevole. Rosario Pergolizzi, palermitano ma ascolano d’adozione (qui giocò in Serie A tra il 1990 e il 1993, qui tornò come secondo di Bepi Pillon, in Serie B, e qui esordisce come primo allenatore in cadetteria: e ad Ascoli vive, è sposato e ha visto crescere i suoi figli), eredita il posto di Massimo Silva, esonerato dopo la cocente sconfitta casalinga (0-3) contro la Reggina.

“La situazione non è drammatica ma dobbiamo dare il massimo per raggiungere l’obiettivo, che è quello della salvezza. Come allenatore ho quell’obiettivo e lo devo raggiungere, e con me i miei calciatori – afferma Pergolizzi, presentato alla stampa dal direttore sportivo Paolo De Matteis.

Ringrazia ovviamente “Silva, per tutto quello che ha fatto, ed è tantissimo, e  la società, dal presidente Benigni alla sua famiglia, per la fiducia che hanno riposto in me. So che sono un allenatore di fatto esordiente in Serie B, sono alle prime esperienze, e per questo apprezzo il loro gesto. Sento la responsabilità di questo incarico e farò di tutto per mantenere l’impegno preso: salvarci”.

Pergolizzi, che oggi ha diretto il suo primo allenamento, ha avuto modo di parlare con diversi calciatori: “Anche io sono stato calciatore e so cosa passa nella testa di un ragazzo in questi momenti. Io ho avuto tanti allenatori, e a distanza di anni ricordo con più piacere coloro che hanno tirato fuori da me qualcosa in più. Sì, mi piace essere un allenatore ‘cattivo’, tra virgolette, perché in alcuni casi è necessario suscitare una reazione emotiva all’interno dei calciatori per avere poi in mezzo al campo più grinta e convinzione”.

Riguardo al modulo di gioco, Pergolizzi afferma che “naturalmente questa è una squadra abituata a giocare con tre difensori dietro, pronti a diventare cinque, e lo fa da diverso tempo. Sarebbe impensabile modificare subito questo schema, per non creare troppi problemi, ma le mie squadre di solito cambiano atteggiamento anche a partita in corso. Qualche volta potremmo giocare a quattro in difesa, o con uno schema 4-3-1-2 che si addice alle caratteristiche di questa formazione, ma al momento è presto. Certo, per il recupero a Crotone, dove partiamo già con un 1-0 sul groppone, dobbiamo pensare a qualcosa di nuovo”.

Riguardo Zaza, De Matteis spiega che “ha un risentimento al gluteo, sembra sia un piccolo stiramente, ad ogni modo sta tornando dal ritiro della Nazionale Under 21 per la quale ha risposto alla convocazione, ma non potrà giocare e quindi c’è una remota possibilità che sia disponibile per la trasferta di Novara”. Eppure Pergolizzi spiega che “conosciamo tutti le caratteristiche di Zaza, ma sappiamo anche che ci sono giocatori come Soncin e Feczesin che sanno la loro in attacco, e per me sono tutti allo stesso piano. Anzi, quando ero a Palermo ho messo in panchina Cavani, che poi è diventato il giocatore che sappiamo, perché i ragazzi devono capire che essere calciatore significa esserlo anche fuori dal campo di gioco; credo che a Cavani quella panchina fu utile. Per questo non bisogna guardare in faccia nessuno”.

Riguardo il rapporto con i tifosi, Pergolizzi scherza: “Mio suocero mi ha detto: ‘Attento ad accettare, che io voglio uscire di casa’. A parte le battute, mi sono incontrato anche con un gruppo di supporter bianconeri: tutti conosciamo il calore dei tifosi e quanto questo può essere importante per la squadra. Faremo di tutto per meritarcelo”.

Uno sguardo infine alla classifica: “Con due vittorie saliremmo fino a guardare ai play off, invece se dovessimo sbagliare alcune partite sprofonderemmo in zona retrocessione. Abbiamo davanti dieci gare e dobbiamo dare il massimo. Considerando l’equilibrio esistente, credo che per salvarsi potrebbero non bastare i classici 50 punti”.

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