Novara 1

Ascoli 0

NOVARA (4-3-3): Kosicky; Colombo (75’Marianini), Lisuzzo, Ludi (11’Perticone), Crescenzi; Fernandes, Buzzegoli, Pesce; Gonzalez, Rubino, Lepiller(81’Lazzari). A disp.: Montipò, Barusso, Seferovic, Baclet. All.: Aglietti.

ASCOLI (3-5-2): Maurantonio; Prestia, Peccarisi, Faisca; Scalise, Di Donato (88’Montalto), Loviso (82’ Russo), Fossati, Pasqualini (66’ Colomba); Soncin, Feczesin. A disposizione: De Bellis, Ricci, Conocchioli, Capece. All.: Pergolizzi.

Arbitro: Ciampi di Roma

Rete: 24’ Lepiller

Ammoniti: Soncin (A), Scalise (A).

ASCOLI PICENO – Consoliamoci con una statistica: anche lo scorso anno la cavalcata di Massimo Silva verso quella che è stata la più emozionante salvezza degli ultimi anni venne inaugurata con una sconfitta per 1-0. Allora fu il Cittadella a sconfiggere l’Ascoli, il quale, però, si rialzò con due vittorie consecutive a Brescia e Livorno, fino alla rimonta che tutti ancora abbiamo in mente. Oggi, invece, un gol di Lepiller ha rovinato l’esordio in panchina di Rosario Pergolizzi, al timone della squadra da mercoledì scorso. Seconda sconfitta consecutiva per Di Donato e compagni, che, privi di Simone Zaza, non segnano da due partite. In attesa del posticipo serale tra Empoli e Bari, con i pugliesi appena dietro, il Picchio è momentaneamente un punto sopra la zona play out.

Come promesso alla vigilia, Pergolizzi non cambia modulo e conferma la squadra tipo: dentro Prestia e Scalise, mentre in mezzo torna Fossati insieme a Di Donato e Loviso. Davanti spazio a Soncin-Feczesin. L’inizio della gara è tutto dei padroni di casa che sfiorano il gol in tre circostanze ravvicinate: al 12′ Gonzales si accentra e prova il sinistro a giro da fuori area, Maurantonio la tocca deviando in angolo. Un minuto dopo ancora Novara con Lepiller, il cui piatto dal limite viene respinto dal portiere marchigiano. Passano 2′ e stavolta è Fernandes a sfiorare il palo alla sinistra di Maurantonio. La reazione bianconera è timida: un tiro di Loviso da fuori area bloccato in due tempi da Kosicki al 22′. Un minuto dopo arriva l’1-0: Lepiller scambia con Rubino, appostato al limite dell’area, l’attacante di Aglietti non ci pensa troppo e di piatto infila Maurantonio con un bel tiro a giro. Vantaggio meritato, tutto ancora una volta troppo facile. L’Ascoli cerca di impensierire i padroni di casa, ma la squadra conserva ancora i limiti che la accompagnano da inizio anno (vedi le pagelle): errori spesso banali in fase di costruzione, palle perse in zone pericolose e sbagli di misura nei punti chiave del campo. Tuttavia, rispetto alle ultime gare giocate dal Picchio, si vede qualche lancio lungo in meno: la squadra ha provato diverse volte la verticalizzazione, sia verso le punte, sia verso Fossati, al quale Pergolizzi pare abbia dato piena libertà d’azione. Ma ancora non ci siamo: zero occasioni nitide create in 90′ rendono chiara la situazione. Così, prima dell’intervallo è il Novara a rendersi pericoloso: prima con Lepiller in contropiede, quindi con Pesce, che manda alto dal limite dell’area.

Le formazioni tornano in campo senza nessun cambio; Aglietti ne aveva già speso uno con Perticone al posto dell’infortunato Ludi. La prima conclusione della ripresa è ascolana: il destro al volo di Feczesin, servito da Scalise, è comunque da dimenticare. Vere occasioni non ce ne sono, né da una parte né dall’altra. Il Novara appena può conclude verso Maurantonio che non si lascia sorprendere. L’Ascoli prova il possesso, affidandosi a Loviso e Fossati, ma la cosa riesce a tratti. Pergolizzi inserisce Colomba per Pasqualini, quindi Russo per Loviso, ma la musica non cambia, neanche con la terza punta Montalto, al posto del guerriero Di Donato. A parte due conclusioni deboli di Fossati, nulla da registrare. E così il manifesto della gara è un cross sballato di Scalise, al termine di una delle poche azioni ben costruite dai ragazzi. Il segnale che poco o niente ancora è cambiato. La classifica, per qualche ora, recita salvezza. In ogni caso a partire da giovedì, quando contro il Grosseto mancherà Soncin per squalifica, urgono i tre punti. Per la classifica, per i tifosi e per la squadra, ancora scossa dopo il cambio di panchina.

 

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