ASCOLI PICENO – Gli Ecologisti Democratici della provincia di Ascoli Piceno sollevano dubbi sull’impianto di potabilizzazione dell’acqua del Tronto a Porta Romana realizzato dalla Ciip.

“La realizzazione di un impianto di soccorso di Ciip, Cicli Integrati Impianti Primari di Ascoli Piceno – si legge in una nota – per far fronte alle possibili carenze idriche momentanee è necessario in quanto il territorio di Ascoli Piceno attualmente ne è sprovvisto diversamente da Fermo e San Benedetto del Tronto. I tre impianti a regime consentiranno di aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento della risorsa idrica su tutta l’Area Ato 5 in caso di crisi, che comprende 59 Comuni. L’impianto di soccorso deve sfruttare la migliore risorsa disponibile, a costi accessibili, e ciò a salvaguardia e beneficio della salute della popolazione servita.

Riteniamo però – prosegue il Pd – che la scelta di realizzare un impianto di potabilizzazione del fiume Tronto a Porta Romana come impianto di soccorso per il territorio di Ascoli Piceno non sia la soluzione migliore né dal punto di vista economico né garanzia di qualità delle acque.

Le esperienze di potabilizzazione delle acque di superficie non hanno  infatti prodotto i risultati sperati in termini sia di costi che di qualità offerta; lo sfruttamento dell’acqua del fiume Tronto va fatto solo in assenza di valide alternative. Come è noto infatti l’acqua dei fiumi è soggetta a numerose e talvolta imprevedibili variabili che rendono vulnerabile il sistema di potabilizzazione e di conseguenza la qualità dell’acqua servita; l’immissione in rete di acqua derivante da trattamento di potabilizzazione sul nostro sistema idrico, tra i migliori in assoluto per efficienza e qualità delle acque, porterebbe necessariamente a uno scadimento in qualità anche da un punto di vista organolettico, costringendo magari i cittadini a utilizzare le acque minerali, vero business industriale delle aziende.

Consideriamo quindi che il prelievo attraverso i pozzi di acqua di falda nei pressi di Castel Trosino potrebbe erogare acqua sufficiente con la garanzia di una fornitura con caratteristiche omogenee nel tempo e di discreta qualità; che il rapporto costo-qualità del prodotto offerto quando si parla di bene comune non possono essere sempre a svantaggio della qualità; che in questo contesto è fondamentale la necessità di tutelare la qualità e l’immagine dell’acqua introdotta in impianto, poiché, anche brevi periodi di utilizzazione da parte delle famiglie di acque minerali portano, spesso, a instaurare abitudini poi molto difficili da rimuovere; che da questo ne consegue la necessità di mantenere l’attuale rapporto di fiducia tra i cittadini e il CIIP”

Gli Ecologisti Democratici di Ascoli invitano la Ciip a “rivedere e riorientare il progetto per la realizzazione dell’impianto di soccorso attraverso la nuova ricerca di polle d’acqua a Castel Trosino come da verifiche le quali hanno confermato che la portata d’acqua è da 50 a 150 litri/secondo. L’invaso è di grandi dimensioni e garantirebbe il fabbisogno necessario poiché quei pozzi sono un contenitore sotterraneo alimentato dal Salinello, garantendo nel tempo l’omogeneità dell’acqua in quanto acqua di falda; tra l’altro a monte dei pozzi c’è solo la montagna priva di urbanizzazione; rendere il progetto del potabilizzatore a Porta Romana sul fiume Tronto non più prioritario ma come possibile alternativa in assenza accertate di soluzioni migliori”.

“Proponiamo – conclude la nota – che per il futuro di medio termine si inserisca nelle abitazioni del tessuto urbano il sistema di recupero delle acque bianche con riutilizzo delle stesse per uso civile (impianti di scarico, bagni, docce, lavabi etc.); che per il futuro di lungo termine si realizzi di fatto, nei nuovi insediamenti urbani e ove possibile la doppia impiantistica tra acqua pura da bere e acqua potabilizzata da impianto; l’attivazione di un sistema di comunicazione tra enti locali e gestore del servizio idrico trasparente con i cittadini i quali attraverso l’uso della rete, in maniera istantanea possano controllare il tipo di erogazione idrica in atto”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 151 volte, 1 oggi)