ASCOLI PICENO – Rinnovamento della classe dirigente, valorizzazione di competenze professionali e del merito per una politica lungimirante e più attenta alle esigenze dei cittadini. Maria Stella Origlia, ascolana e componente del Pd regionale delle Marche fa una panoramica di quello che dovrebbe essere il rinnovamento del Partito Democratico. Martedì 26 marzo si svolgerà la seconda assemblea provinciale in cui si terrà anche per la votazione di un documento sul rinnovamento del
partito, firmata da alcuni esponenti ed amministratori.

“In un momento così complesso per la politica italiana in cui i partiti, tutti, ma ancor più il Pd, sono chiamati a serie scelte ed azioni di cambiamento e rinnovamento, non si può non dire che tutte le energie debbono essere concentrate su contenuti di essenziale rilevanza che i cittadini ormai ci chiedono da tempo e sui quali non sono più disposti a derogare.

Primo punto in assoluto, il rinnovamento della classe dirigente che deve realmente rappresentare istanze provenienti da settori produttivi, dal mondo della cultura, delle imprese ecc, e che  dovrà prestare il suo servizio alla politica per un tempo limitato, scongiurando una volte per tutte il fatto che le stesse persone occupino per decenni ruoli ed incarichi istituzionali anche diversi (ma secondo una logica di scalata al potere verso il rango più alto), correndo il rischio, come succede, di estraniarsi dai tessuti più vitali della società, perdendo talvolta la percezione di bisogni, problematiche, istanze che dalla stessa società provengono.

Proprio in questo ultimo punto ritengo si concentri il limite del documento presentato durante l’assemblea provinciale del Pd da parte di alcuni esponenti ed amministratori del mio partito. Ciò che è accaduto negli ultimi anni è il distacco totale tra la classe dirigente politica e i cittadini. E’ altresì necessario che un partito grande e plurale come il Pd debba avere la capacità di individuare al proprio interno competenze professionali, culturali e gestionali sulle quali concentrare il proprio operato di rielaborazione politica e programmatica.

Una classe  politica competente, lungimirante, attenta ai bisogni dei cittadini, avrà certamente più interesse a mettere in atto una progettualità efficace ed efficiente che eviterà certamente il proliferarsi di sprechi di denaro pubblico e tempo.

Il Polo universitario di Ascoli Piceno è un esempio di incapacità gestionale di risorse pubbliche, pur esistendo finanziamenti pubblici che, tenuti fermi per anni, hanno generato improduttività, mancanza di sviluppo e perdita di competitività territoriale, oltre che incremento di inoccupazione.

Ultimamente la Regione Marche ha assegnato fondi cui accedere tramite bandi pubblici, a progetto o altro, per l’incremento o la nascita di imprese, start-up di aziende innovative, progetti di sviluppo sperimentale, non ultimo il lancio di bandi per la realizzazione di un distretto culturale.

La capacità di accedere di un territorio tramite associazioni, enti, imprese o altro a tali finanziamenti si misura dal suo livello culturale in termini di capacità progettuale, di relazioni, di costituire sistemi di rete, ecc. Il Piceno e la città di Ascoli in particolare, sono depositari di un patrimonio territoriale di rilevante interesse artistico, monumentale, naturalistico e artigianale che deve essere valorizzato e condotto in percorsi di sviluppo i quali potrebbero essere la chiave di svolta per il settore produttivo e per la nascita di nuove forme di lavoro. L’obiettivo potrebbe essere quello di promuovere la diffusione della conoscenza, la riproduzione di competenze , lo sviluppo di attività sussidiarie, la formazione di un mercato del lavoro specializzato e lo sviluppo di industrie complementari. Nel patrimonio culturale si individua l’asse strategico di un modello di sviluppo. Tutto ciò nasce e prende corpo solo da un disegno di volontà politica e deve assumere una forma istituzionale, dotata di una struttura forte, con un corrispettivo organizzativo efficiente e che miri ad un modello di sviluppo reale. Nulla a che vedere con gli eventi culturali e le sagre organizzate dal comune di Ascoli Piceno! Rendere fruibile un bene o un patrimonio culturale diversificato esige capacità di mettere a sistema il settore dei servizi, delle imprese, dei settori di ricerca e innovazione, delle costruzioni, dell’artigianato e dell’editoria, generando un vero e proprio sistema integrato.

Dare nuove forme di lavoro può essere anche l’attivazione di tali processi, inquadrati in un’ottica di collaborazione e di vera valorizzazione del capitale sociale esistente”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.287 volte, 1 oggi)