ASCOLI PICENO – In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti delle Marche, tenutasi ad Ancona lo scorso 22 marzo è finalmente tornata d’attualità la vicenda del crollo del ponte di Tallacano che venerdì 28 dicembre del 2007, causò l’interruzione dell’acqua potabile nel comune di Ascoli ed in quelli dell’intera Vallata del Tronto proprio nell’antivigilia di Capodanno.

Per giorni e giorni, come si ricorderà, nel clou delle festività natalizie, abitanti ed imprese di Ascoli e comuni limitrofi, rimasero appunto completamente senz’acqua potabile, con numerosi pubblici esercizi in particolare, messi letteralmente in ginocchio, tanto che alcuni furono costretti addirittura a chiudere.

Il procuratore regionale della Corte dei Conti, professor Maurizio Mirabella, nella sua relazione inaugurale, ha elencato  le diverse azioni della procura, svolte nel 2012 ed in particolare  tra le citazioni attivate, ha evidenziato il danno erariale di ben 804.785,19 euro, riferito proprio al crollo del ponte-tubo di Tallacano, “a seguito (si legge letteralmente nella relazione del procuratore) di omessa manutenzione, con conseguente interruzione della fornitura idrica da parte del consorzio CIIP spa (a totale capitale pubblico) di  circa 58.000 utenze per un anno e 10 giorni”.

La notizia viene richiamata dal direttore Confcommercio Giorgio Fiori, che non nasconde una certa soddisfazione per come si comincino finalmente ad intravedere delle specifiche responsabilità di quell’infausto evento del 2007 che comportò danni significativi a ben 70 imprese, allora censite da Confcommercio, le quali, a distanza di sei anni, attendono ancora di essere risarcite.

“Noi di Confcommercio –  stigmatizza Fiori – non abbiamo mai accusato nessuno, per il caso Tallacano, ma neanche dimenticato tanto che ad ogni infausto anniversario lo riportiamo in auge, in attesa di avere giustizia per le imprese danneggiate. Pertanto ora questa chiarissima e specifica citazione del procuratore generale Mirabella riapre in qualche modo uno spiraglio per individuare finalmente i responsabili dell’incredibile e pur se prevedibile evento, a cui richiedere per conto delle singole imprese i doverosi risarcimenti. Ovviamente prima di ogni altra cosa, andremo ad approfondire la citazione della Corte dei Conti per capire bene quali possano essere le strade più utili da percorrere per passare dalle attese ai fatti”.

 

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