ASCOLI PICENO – Via del Grano. Un’arteria secondaria della zona industriale di Campolungo, che non è visibile immediatamente. Bisogna percorrere la rotatoria che si snoda all’altezza del centro commerciale Città delle Stelle, per imbattersi in via del Grano, la stessa che da diversi mesi si trova, suo malgrado, al centro di una brutta pagina di cronaca ambientale locale. E non si fa fatica a comprenderne il perché, considerato lo scenario, e la puzza tremenda, che si presenta a chiunque voglia percorrerla fino in fondo. Il primo scorcio è dei peggiori: montagne di rifiuti accumulati che giacciono da mesi. Ma una volta giunti  a destinazione, un contesto asfittico che sta per esplodere rende fin troppo bene l’idea :  una discarica abusiva a cielo aperto, una terra di nessuno, che continua, inesorabile, ad allargarsi a macchia di leopardo.

Il nostro approfondimento sulla questione, con tanto di sopralluoghi e materiale fotografico, ha permesso di stabilire con certezza, almeno negli ultimi mesi, che il sito non autorizzato cresce a dismisura. Nell’ultimo mese, infatti, qualcun altro si è preso la briga di continuare a fare di via del Grano il proprio sversatoio quotidiano, contribuendo con il lascito di altro materiale: bancali usati, alcuni vuoti ed altri con tanto di pezzi di truciolare precompresso ben disposto in pile, una miriade di carcasse di televisori e qualche materasso sparso qua e la, vanno, infatti, ad aggiungersi al campionario della follia e della maleducazione umana.

Le istituzioni locali, preventivamente stuzzicate dalla stampa nei mesi scorsi, e inondate dalle lamentele dei cittadini, però, sembrano non trovarsi a proprio agio su questo terreno di gioco, stentando a trovare soluzioni adeguate e veloci (anche se parlare di interventi celeri, dopo tutto questo tempo, è davvero un mero eufemismo).

Ma via del Grano non è la sola in zona a contenere i vezzi dei soliti furbi, e qualcosa è stato fatto per altre discariche abusive presenti in zona. Tra il 18 ed il 19 luglio scorso, infatti, è stata risanata l’area che si trova in fondo a via della Palude, una strada secondaria della zona industriale di Campolungo. Rimossa, invece, tra il 23 ed il 25 ottobre scorso,  la discarica di via della Semina, l’arteria perpendicolare a via del Commercio, che collega la zona industriale con la Bonifica. 4.900 e 12.300 euro, sono stati i rispettivi costi, sostenuti dalla Piceno Consind, per il risanamento di entrambi i siti .

Ma ad un certo punto, l’opera di bonifica si è impietosamente arrestata. “Non è chiaro il motivo per cui –  spiega Luigi Merli, Presidente del Piceno Consind – il consorzio debba continuare ad accollarsi le spese di bonifica, quando è Palazzo Arengo a riscuotere la Tarsu. Gli utenti dell’area Consind, infatti, pagano regolarmente la tassa sui rifiuti al comune di Ascoli Piceno, con le stesse proporzioni, in termini di tariffa per metro quadro, applicate a tutti gli altri contribuenti ascolani. Nel costo è compreso, tra le altre voci, anche lo smaltimento dei rifiuti e lo spazzamento delle strade. E’ proprio per questo che sarebbe giusto fornire gli stessi servizi anche a coloro che hanno gli insediamenti lungo le strade della zona industriale”.

Tre mesi fa la comunicazione ufficiale, inviata dalla Piceno Consind al comune di Ascoli, per dissipare ogni dubbio. Ma, ad oggi, ancora nulla. “Siamo ancora in una situazione di stallo con il comune”, dice Merli nemmeno 48 ore fa. “ Siamo ancora in una fase iniziale dello scambio con Palazzo Arengo. Speriamo di fare chiarezza al più presto”.

A chi spetta, dunque, bonificare? Al comune di Ascoli, che riscuote la Tarsu anche dagli utenti Consind, o alla Piceno Consind, il consorzio industriale che gestisce tutta l’area? Ma nel frattempo le pietose condizioni di via del Grano rischiano di perdersi nel ventre di quella che pare essere un’anomalia burocratica, tutta italiana, in termini di “oneri ed onori”.

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