ASCOLI PICENO – L’ex Cinema Olimpia diventa la “Bottega del Terzo Settore“: occorrerà aspettare un paio d’anni per il completamento dell’opera, ma quest’oggi, con una conferenza stampa, la Fondazione Carisap ha presentato il progetto e gli attori che permetteranno, da qui all’estate del 2015, a recuperare l’importante struttura (inaugurata nel 1915 su disegni dell’architetto Vincenzo Pilotti) e di farne, appunto, “Bottega del Terzo Settore”. Innanzitutto precisiamo cosa è il Terzo Settore: l’insieme di associazioni, imprese no profit, cooperative sociali, onlus e agenzie non governative estranee, dunque, sia dal settore statale che da quello privato imprenditoriale, ma attori della scena economica e sociale.

La Fondazione Carisap, dopo aver acquisito l’immobile con una spesa di 2,3 milioni di euro, ha impegnato altri 3 milioni (complessivamente, fa sapere Marini Marini, sono oltre 40 i milioni di euro re-impiegati in questi anni nel Piceno) al fine di ristrutturarlo e di renderlo fruibile da parte della cittadinanza e, in particolar modo, dalle organizzazioni del Terzo Settore ascolane. L’ex Cinema Olimpia, su indicazioni dell’architetto e direttore dei lavori Elisabetta Maria Agostini – lavori che saranno eseguiti dall’impresa edile Rinaldi di Ascoli – ospiterà al suo interno degli spazi per i dipendenti della Fondazione, altri per il Centro Servizi per il Volontariato e altri ancora per associazioni e imprese del terzo settore. All’interno sono comunque previsti spazi che verranno gestiti in comune, proprio per ricercare, come spiega il presidente della Fondazione Carisap Vincenzo Marini Marini, “un processo costruttivo, tutto da delineare, verso sinergie e risorse capaci di accrescere fiducia e coesione sociale, prerequisiti indispensabili al fine di creare valore sociale”.

Dunque sale riunioni, aule di formazione, biblioteca, servizi di segreteria, di orientamento e di informazione: un “cuore” pensante all’interno del cuore urbano cittadino; e anche un immobile di alto pregio architettonico restituito al suo splendore originario. Come spiega l’architetto Agostini, “punteremo sul recupero delle forme originarie, confrontandoci con le mappe catastali dell’epoca”.

Massima cura, avendo ottenuto già l’approvazione della Sovrintendenza regionale, sarà data ai materiali adoperati per la riqualificazione (travertino, legno, e struttura portante interna in acciaio); per mantenere la memoria storica del luogo sarà conservata una saletta, di circa 40-50 posti, adatta a proiezioni video anche cinematografiche ma fruibile anche per incontri e dibattiti. Ad ogni modo la progettazione ora dovrà essere approvata dalla giunta comunale e poi ci saranno 60 giorni a disposizione per chi vorrà porre proprie osservazioni. I lavori dovrebbero partire nel mese di giugno e durare circa due anni.

Paola Pierri, esperta internazionale di Terzo Settore e Filantropia strategica, dichiara: “Il progetto è altamente sfidante, molto complesso e fortemente rischioso in quanto non si caratterizza per la sola erogazione di servizi in favore del Terzo Settore e della comunità. L’elemento qualificante dell’iniziativa è la metodologia di lavoro dove, all’ascolto ed al coinvolgimento delle Istituzioni e del Terzo Settore locale c’è il confronto con personalità autorevoli di fama internazionale che operano nel No profit; è necessario attrarre esperienze, laboriosità, innovazione ed idee e, per raggiungere questo obiettivo, è opportuno superare l’esclusiva visione localistica”.

Presenti, durante la conferenza, anche Enrico Marcolini, presidente del Centro Studi Volontariato delle Marche, entusiasta del progetto: “Credo che possiamo dire di essere di fronte ad un progetto unico in Italia: è un processo che parte dal basso in grado di coinvolgere l’intera comunità”. Mariano Cesari, predsidente dell’Ordine dei Commercialisti di Ascoli Piceno, aggiunge: “Stiamo vivendo una crisi difficilissima e progetti di questo genere possono ridare un po’ di respiro e permettere di trovare soluzioni economico-finanziarie innovative”. L’associazionismo cittadino era rappresentato da Vincenzo Maria Castelli, referente di Ascoli Nostra: “Venire a conoscenza di questa iniziativa della Fondazione, che apre l’ex Cinema Olimpia alle associazioni no profit, ci riempie di soddisfazioni perché in quegli spazi saranno favoriti scambi relazionali e culturali che incrementeranno la ricchezza collettiva”.

COME SARA’ Nella nota stampa della Fondazione Carisap tutti gli aspetti legati all’architettura del recupero dell’Ex Cinema Olimpia, che riportiamo di seguito: “E’ noto a tutti che l’immobile allo stato attuale versa in condizioni di degrado, ascrivibile al disuso che nel tempo ha generato un deterioramento sia a carico delle strutture che degli apparati decorativi e linguistici. Il restauro terrà anche conto degli aspetti legati al miglioramento statico della struttura, in vista della nuova destinazione d’uso, così come della conservazione delle facciate originali dello stesso.

“Bottega del Terzo Settore” richiede ampi spazi ed è per questo che si prevede un incremento di superficie interna attraverso l’ubicazione di tre livelli lungo il lato di rua Davide D’Ascoli a conferma dei tre ordini di aperture preesistenti, e di due livelli lungo il lato di Corso Trento e Trieste e Via Giudea. La soprastante terrazza rappresenta un parziale ripristino dello stato originario che vedeva la stessa estendersi sull’intero sedime del fabbricato. La Fondazione ha proposto di riconfigurare in copertura il generoso affaccio sulla città che si connotava, nella genesi del progetto, come un’estensione significativa dei luoghi pubblici destinati all’intrattenimento della cittadinanza.

Al piano terra l’edificio riqualificato custodirà gli accessi di Via Giudea e Corso Trento e Trieste con particolare riguardo all’ingresso d’angolo che precedeva l’atrio principale e che, introducendo direttamente nello spazio a tutta altezza, costituirà il nucleo distributivo dei diversi piani e l’asse perentorio di riferimento all’ordito di cardi e decumani del tessuto urbano. L’atrio con ingresso da Via Giudea precederà il luogo di custodia della destinazione d’uso originaria posto nella sala multimediale individuata al piano terra. L’ingresso autonomo della sala ne consentirà un uso svincolato dalle attività insediate alla stessa quota.

I piani primo e secondo saranno orientati secondo il medesimo asse che, separando gli spazi afferenti i fronti esterni ed aventi quote distinte, consentirà il reciproco affaccio verso il luogo interno memore della spazialità di una “rua” cittadina. La stessa, luogo di captazione della luce nella parte più profonda, sarà caratterizzata dalla prevalenza di partizioni trasparenti tali da permettere il diffondersi della luce naturale.

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