ASCOLI PICENO – “Fino al rientro dell’emergenza non abbiamo voluto intervenire sugli organi stampa” esordisce il consigliere comunale del Pd Mauro Pesarini, in merito al rischio amianto seguente l’incendio che ha interessato l’autodemolizione Bachetti. Ha aspettato per vederci chiaro quindi sulla vicenda del mostruoso incendio dell’Ascoli Rottami di Bachetti, in zona Marino, dove tra l’altro il consigliere risiede.

Di qualche ora fa la notizia del rientro dell’emergenza annunciato dal sindaco Castelli, ma i consiglieri Pesarini e Bellini ci hanno esposto i loro dubbi sulla gestione della situazione da parte dell’amministrazione comunale “sempre impegnata più a far vedere- dice la Bellini – che a curare con attenzione l’aspetto importantissimo della sicurezza”.

I dubbi sulla presenza di tracce di fibrocemento furono manifestati già dal direttore dell’Arpam, Fabrizio Martelli, che, in data, si diceva preoccupato “per la tettoia dell’opificio in eternit, andata distrutta durante l’incendio”. La prima ordinanza cautelare, che prevedeva la messa in sicurezza dell’area e la sua bonifica entro 5 giorni, arrivava però solo il 16 marzo (n.110). Il sindaco ha poi chiesto all’Asur di effettuare un ulteriore sopralluogo e dei prelievi sul sito. Come dimostra la foto, l’Asur di Pesaro ha rilevato che tutti i campioni, interni ed esterni, analizzati presentano al loro interno fibre di amianto. Dopo questi risultati, l’Arengo emanava le ultime due ordinanze, la 116 del 19 marzo e la 123 del 21 marzo, con le quali veniva interdetto il passaggio al traffico e alle persone.

Il problema posto dai due consiglieri si collega ad una legge regionale del 2001, la quale prevede l’autocensimento di tutte le strutture realizzate con l’utilizzo di amianto. L’Asur, interrogata da Pesarini sul rispetto o meno della normativa da parte dell’autodemolizione, risponde che questa è stata completamente disattesa. “A chi spettava informare la o le proprietà, perché nella zona ci sono altri capannoni con la tettoia in amianto, in merito a tale legge?”- si domandano Bellini e Pesarini.

Nessuno sa ben individuare un chiaro responsabile, ma i due consiglieri hanno provato a ricostruire le criticità della vicenda, e ci dicono che l’azienda di Bachetti aveva ricevuto il rinnovo dell’ autorizzazione per esercitare attività di autodemolizione proprio dal settore ambiente della Provincia, che naturalmente non si è preoccupata di verificare lo stato di salubrità della zona.

“Sarà la Procura, se vorrà, ad esaminare queste criticità che noi ci limitiamo a mettere in luce – afferma Bellini, che rincara la dose sul tema della sicurezza – “La sicurezza sta a cuore a questa amministrazione? Ce ne saranno altre di situazioni simili a quella dell’autodemolizione di Bachetti? Io fui sbeffeggiata quando, ad inizio anno, chiesi quanto si fosse speso per l’emergenza neve, un’inezia rispetto a ciò, ma a Castelli sfugge che la cura della sicurezza è qualcosa che non si vede, se riesce bene. La sua amministrazione sembra più interessata ad apparire che a fare”.

I consiglieri fanno anche presente di aver ricevuto diverse segnalazioni di residenti preoccupati perché sanno dell’esistenza di altri capannoni con tettoia realizzata in fibrocemento e si augurano che il sindaco voglia andare in fondo alla vicenda, come ha promesso, anche perché “con le folate di vento delle scorse settimane sicuramente l’amianto non si trova più concentrato al Marino!” – conclude Pesarini.

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