JESI – Un rosso da 527,7 milioni di euro: rosso infinito nel 2012 della Banca Marche che quest’oggi, 3 aprile, ha approvato un Bilancio 2012 da tregenda. Con alcuni colpi di coda. Infatti, su richiesta del socio Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, verrà promossa “un’azione di responsabilità ai sensi degli articoli 2392, 2393, 2396, 2407 e comunque di una azione risarcitoria nei confronti dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio sindacale di Banca Marche SpA in carica al 31 dicembre 2011, nonché dell’ex direttore generale di quest’ultima, il dottor Massimo Bianconi, e di tutti coloro che, a qualsivoglia titolo e ragione, sono responsabili della situazione in cui attualmente versa Banca delle Marche Spa

Un conto che è dunque estremamente gravoso per l’istituto di credito marchigiano, di cui di seguito presentiamo tutti i dati del Bilancio Consolidato 2012

-Impieghi verso clientela: 17.301 milioni di euro

-Raccolta complessiva: 19.436 milioni di euro

-Margine di intermediazione: 698,8 milioni di euro

-Rettifiche di valore: 1.039 milioni di euro

-Perdita di esercizio: – 527,7 milioni di euro

-Coefficienti patrimoniali: Total Capital Ratio: 8,51%; Tier 1: 5,62 %

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Marche, presieduto da Lauro Costa, ha approvato il bilancio consolidato relativo all’esercizio 2012, periodo caratterizzato da un contesto particolarmente difficile per il settore bancario. L’area di consolidamento include, sulla base del metodo integrale, il bilancio della capogruppo e quelli delle società controllate Cassa di risparmio di Loreto, Medioleasing, Focus Gestioni Sgr e Marche Covered Bond Srl.

La minore capacità di risparmio delle famiglie causata dalla flessione del reddito disponibile e dal deterioramento del mercato del lavoro, la persistente assenza di scambi nel mercato dei capitali all’ingrosso e il trasferimento (a seguito del “Decreto Salva Italia”) della liquidità depositata presso Comuni, Province e Regioni ad un’unica tesoreria statale accentrata, unitamente al rimborso di 900 mln di obbligazioni istituzionali, hanno determinato una flessione del 6,9% della raccolta complessiva (19.436 mln al 31/12/2012). In riduzione risulta sia la componente diretta, pari a 15.763 mln di euro (-7,4%), che indiretta, pari a 3.673 mln di euro (-4,6%).

Stante la totale chiusura del mercato dei capitali, Banca Marche ha rafforzato la raccolta diretta da clientela “retail”, che al 31/12/2012 assomma a 12.592 mln. (+4,3%), mentre la raccolta da clientela “large corporate” (218 mln.), più volatile, presenta una significativa riduzione (-75,8%).

La raccolta indiretta si attesta a 3.673 mln. (- 4,6%, flessione che sconta il calo dell’8,5% del comparto “gestito” e del 2%, della componente “amministrata”). Nel dettaglio delle componenti della raccolta amministrata, i titoli di Stato si attestano a 1.384 mln. (+5%) per effetto di rendimenti che permangono competitivi e di una tassazione agevolata sulle rendite, pari al 12,5%. Le obbligazioni corporate e i titoli azionari subiscono una flessione rispettivamente del 12,1% e dello 0,5%. Nell’ambito della raccolta gestita, il saldo dei Fondi comuni e Sicav registra un calo del 6%, mentre le gestioni patrimoniali subiscono una riduzione del 10%.

Al 31/12/2012 gli impieghi a clientela sommano 17.301 mln., registrando sulla fine del 2011 minori volumi per 1.153 mln (-6,2%). Gli utilizzi di linee di credito ordinarie in c/c e anticipi salvo buon fine ammontano a 2.753 mln. (-24,3%), mentre i mutui sommano a 8.570 mln. (-10,5%), rappresentando il 49,5% del totale degli impieghi. Il comparto del “credito al consumo” segna una flessione di circa 45 milioni di euro (-20,6%).

L’attività di leasing totalizza volumi per 1.142 milioni di euro, in flessione sul 31 dicembre 2011 (-14,8%), comprensivo del debito residuo dei crediti da contratti di locazione finanziaria ceduti pro soluto a Medioleasing Finance S.r.l. ad aprile 2008. Le “altre forme di finanziamento”, che includono sovvenzioni dirette, specialcredito e portafoglio finanziario della clientela, totalizzano 1.216 milioni di euro in decremento sul 31 dicembre 2011 del 5,6%.

Il protrarsi di una congiuntura economica negativa da oltre quattro anni, che ha penalizzato in maniera significativa il settore dell’edilizia, ha reso necessaria un’attività di profonda analisi del portafoglio creditizio con una conseguente, severa riclassificazione dei crediti in essere.

Le attività deteriorate, al netto delle rettifiche di valore specifiche e di portafoglio, salgono a 3.412 milioni di euro, con ritmi di crescita ancora sostenuti (+44,8%) conseguenti al perdurare degli effetti del ciclo recessivo che continuano a pesare sulla qualità dell’attivo. Tra le attività deteriorate sono stati iscritti 967 milioni di euro di sofferenze (+8,2%) al netto di rettifiche di valore per 688 milioni di euro; 1.773 milioni di euro di incagli (+155,8%), al netto di rettifiche per 619 milioni di euro; 644 milioni di euro relativi a esposizioni scadute (past due), in riduzione dai 724 milioni di euro alla fine del 2011, al netto delle rettifiche per 31 milioni (pari a 3,4 milioni nel 2011); 28 milioni di euro di crediti ristrutturati (44 milioni di euro al 31 dicembre 2011). L’incidenza dei crediti deteriorati netti rispetto al totale dei crediti verso clientela è salita al 19,7% dal 12,8% di fine 2011.

La copertura delle attività deteriorate nel 2012 si attesta al 28,2%, in aumento rispetto alla fine del 2011 di circa 11 punti percentuali. La maggiore copertura riflette la necessità di intensificare gli accantonamenti a fronte dei rischi associati al portafoglio creditizio che, nell’attuale fase recessiva, tendono inevitabilmente ad aumentare.

L’indice di copertura delle sofferenze si innalza dal 32,3% del 2011 al 41,6% di fine 2012 (+9,3%). Andando ad includere anche gli effetti delle operazioni di carattere straordinario realizzate nel corso del 2012 (le due cessioni di sofferenze effettuate nel mese di febbraio e luglio) e di alcuni fenomeni contabili che impattano sul calcolo dell’indice di copertura (le cancellazioni e l’esposizione di interessi di mora), il coverage ratio delle sofferenze si attesterebbe su un valore decisamente più elevato e pari al 57,7% per l’esercizio 2012.

Nel contesto operativo ancora particolarmente difficile per il settore bancario, i tassi di mercato hanno fatto registrare un decremento rispetto al 2011, il che, unitamente alla dinamica dei volumi, ha comportato per Banca Marche un incremento degli interessi attivi (da impieghi economici e da portafoglio titoli di Stato) e di quelli passivi (per effetto della crescente pressione sul mercato della provvista, soprattutto retail, che ha portato la Banca a proporre forme di investimento a rendimenti più elevati). Tale andamento ha determinato, al 31/12/2012, un margine di interesse di 457,4 mln. (+3,2%).

Il margine di intermediazione lordo a dicembre 2012 raggiunge 698,8 mln (+9,9%). Le rettifiche nette di valore per deterioramento dei crediti ammontano a 1.039,3 mln, con un maggiore impatto a conto economico per 903 mln di euro rispetto al 31 dicembre 2011. In particolare le rettifiche di valore su sofferenze si attestano a 336,1 mln di euro, quelle su posizioni ad incaglio a 639 mln di euro e, infine, le rettifiche “altre” ammontano a 472 mila euro. Nell’aggregato sono altresì ricomprese perdite, riconducibili alla definizione di posizioni creditorie, per 25,3 mln di euro. L’impatto economico dell’accantonamento c.d. “collettivo” sul portafoglio dei crediti in bonis indica una rettifica di valore pari a 39,4 mln di euro. La dinamica degli aggregati conduce ad un risultato della gestione finanziaria negativo per 340,2 mln. di euro.

Le spese di funzionamento ammontano a 409,4 mln di euro, con un calo del 2,0% sul 2011. In tale ambito le spese per il personale si attestano a 231,9 mln (-6,5% sullo stesso periodo del 2011) e le altre spese amministrative, pari a 158,3 mln di euro, segnano un incremento del 7,4% in linea con quanto registrato dalla Capogruppo. Le rettifiche di valore su immobilizzazioni immateriali e materiali, pari a 19,2 mln di euro, registrano una riduzione del 13,7% per effetto principalmente di minori ammortamenti relativi ai cespiti ceduti.

Il Cost Income Ratio (rapporto tra le spese di funzionamento rispetto alla somma di margine di intermediazione e altri proventi netti di gestione) si attesta al 54,7% in riduzione rispetto a dicembre 2011 (60,6%), continuando così ad evidenziare un livello di efficienza gestionale superiore a quella di sistema (65,4%).

Nell’esercizio 2012 il Gruppo registra una perdita di 527,7 mln di euro.

Infine, il patrimonio di Vigilanza si attesta a 1.322 mln. di euro, di cui 873 mln. riconducibili al patrimonio di base, 441 mln. a quello supplementare e infine 8 mln. al patrimonio di terzo livello. Il coefficiente complessivo di Vigilanza (Total Capital Ratio) si posiziona all’8,51% contro il 10,35% del 31/12/2011. Il rapporto tra patrimonio di base e attività ponderate (Tier 1 Ratio) si attesta al 5,62 % contro il 7,23% % del 31 dicembre 2011.

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Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ex art. 154 bis TUF, visto il comma 2° dell’art. 154 bis del TUF, attesta che i dati sopra riportati corrispondono alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili di Banca delle Marche S.p.A..

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ll Consiglio di amministrazione, nella riunione del 3 aprile 2013 ha inoltre deliberato di convocare un’Assemblea ordinaria, presso il Centro Direzionale “Fontedamo” di Jesi, Via Ghislieri n. 6, per il giorno 30 aprile 2013 alle ore10:00 in unica convocazione, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

Il presente comunicato verrà pubblicato sul sito internet della Banca www.bancamarche.it nella sezione “La Banca – Sala stampa – Comunicati stampa.”

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Banca Marche è stata costituita tra il 1994 e il 1995 per effetto della fusione fra le Casse di Risparmio di Macerata, Pesaro e Jesi. Partecipano alla compagine societaria , quali soci di rilievo, le Fondazioni Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata (22,51%), Cassa di Risparmio di Pesaro (22,51%) e Cassa di Risparmio di Jesi (10,78%), il gruppo Intesa Sanpaolo (5,84%) e la Fondazione Carifano (3,35%). Il 32,12% è distribuito tra circa 40.000 piccoli azionisti, per lo più clienti della Banca, mentre il 2,89% del capitale è detenuto dalla Banca in portafoglio proprietà. La rete commerciale è costituita da 313 sportelli diffusi nelle Marche, Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo e Molise. Banca Marche è fra le prime 15 banche nazionali.

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