articolo scritto alle ore 19

ROMA – Una giornata difficile quella che sta per concludersi a Montecitorio. Da stamane alle 10:10 le Camere, in seduta comune, sono alle prese con le votazioni per decidere chi sarà il prossimo inquilino del Quirinale. Alle 18:36 è ancora in corso il secondo scrutinio durante il quale si moltiplicano le schede bianche. Sempre da stamane è presente un presidio di persone al di là delle barriere poste in fondo a Piazza Montecitorio, che, incuranti del caldo, col passare delle ore e in particolare verso la fine della seconda votazione, si moltiplicano.

Raggiungiamo l’uscita posteriore del Palazzo di Montecitorio, dalla quale, qualche minuto dopo le 16, esce alla spicciolata Nichi Vendola. Evita i giornalisti e si apparta per un veloce scambio di opinioni forse con un collaboratore. Il leader di Sel appare pensoso, ma nonostante ciò non si sottrae alle richieste di alcune donne che lo scambiano per un attore famoso. Dopo averle accontentate senza dire una parola, ritorna dentro.

Verso la fine della seconda votazione torniamo in piazza Montecitorio. La folla è aumentata, c’è anche qualche famoso accorso a dire la sua, come Mita Medici e Maria Giulia Cavalli che si esprimono contro la scelta di Marini e a favore di una personalità che esprima il cambiamento. Andrea, 25 anni, studente di Giurisprudenza, sulla candidature di Marini ci dice:”Se si sceglie il meno peggio ogni volta, prima o poi arriverà davvero il peggio. La classe politica deve capire che non ha più chances per fare errori, è il momento di dare un segnale forte. Basta cercare l’accordo col Pdl, la gente non ne può più!”.

La situazione prende una brutta piega quando Roberto Formigoni sceglie di lasciare Montecitorio passando vicino al  presidio in fondo alla piazza. Molti si accalcano intorno a lui e alle sue guardie del corpo, dandogli del “buffone”, tra le offese più soft. Grazie ai suoi accompagnatori riesce a farsi largo e si esibisce in uno strano saluto alla folla. Un uomo particolarmente infastidito dal gesto di Formigoni lo punta e fa per avventarglisi contro. Si sfiora la rissa, ma per fortuna due manifestanti lo trattengono e l’esponente del Pdl riesce ad allontanarsi.

Mentre il signore infuriato continua a lanciare invettive contro l’ex presidente della Regione Lombardia, fomentato dalla folla in delirio, Nichi Vendola attraversa lo stretto passaggio per rientrare in Piazza Montecitorio. Alla sua vista la gente inizia a gridare in coro “Ro-do-tà, Ro-do-tà, Ro-do-tà”. Il leader di Sel dirà poi ai cronisti: “Penso che ci sia uno straordinario orientamento tra gli elettori. Il disorientamento non è tra la nostra gente. Quando gli stati maggiori non hanno un forte contatto con gli eserciti si crea un cortocircuito”.

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