ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia al sindaco Castelli e inerente la giornata del 25 aprile.

“Cari Signori, innanzi tutto teniamo a precisare che l’ANPI “non prende tempo”; l’ANPI è più semplicemente sconcertata da chi fa di tutto per innescare stupide, insensate e molto improduttive polemiche in un periodo come quello che stiamo attraversando, nel quale ognuno di noi si dovrebbe dar da fare per costruire invece che continuare a distruggere.

Detto questo, diciamo al sindaco Castelli che l’ANPI, da quando ha iniziato il suo nuovo corso nella nostra Provincia,  ha sempre dimostrato di voler cercare di dialogare con le Istituzioni militari e civili, facendo in modo che, soprattutto per quanto riguarda le celebrazioni del 25 aprile e del 3 ottobre, si operassero scelte condivise che riuscissero a smorzare i toni delle contestazioni in occasione di queste date, che invece meritano di essere ricordate per quello che realmente rappresentano, nel rispetto della democrazia e delle istituzioni, a prescindere dal loro colore politico.

Pensiamo che l’impegno affinché tutto ciò accada debba essere reciproco e, sicuramente, iniziative come quelle di intitolare vie e piazze a certi personaggi (Crucioli e Tofani), per di più in concomitanza di queste date, assume più il sapore di provocazione che di distensione.

Pensiamo che l’Amministrazione comunale potrebbe impegnarsi,  se proprio è necessario intitolare strade a qualcuno, a cercare nomi di personaggi  dei quali gli ascolani tutti dovrebbero ricordarsi e, visto che siamo in tema, ci viene in mente il nome di Spartaco Perini: Comandante partigiano liberatore della nostra città e della nostra nazione dal nazi fascismo, Tenente Alpino della Julia nella Campagna di Russia, agente dell’IS9 inglese durante la seconda guerra mondiale, l’uomo che salvò dalla fucilazione il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ed il Principe Ruffo di Calabria (fratello della Regina del Belgio Paola di Liegi),  insignito di medaglia d’argento ed innumerevoli riconoscimenti alleati.

A Luca Gaspari diciamo che noi non dobbiamo scendere da nessun “carro del 25 Aprile” perché quel carro lo abbiamo costruito noi, noi continuiamo a guidarlo e a dirigerlo nella giusta direzione e continuiamo a riempirlo, grazie alla nostra Costituzione, con valori come libertà, democrazia e rispetto delle Istituzioni: tutti nati ed ereditati dalla Resistenza di tutti quelli uomini che iniziarono a costruire quel “carro”. Forse proprio il Sig. Gaspari, e ci dispiace,  è riuscito a trovare il modo più sbagliato per salirci sopra”.

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