ASCOLI PICENO – Ladri in azione al Liceo Psicopedagogico di Ascoli Piceno. E’ la terza volta in un anno scolastico che l’istituto superiore subisce un furto.

“Il colpo messo in atto da ignoti – si legge in una nota del sindacato Rete degli Studenti Medi Piceni – si è concluso con un bottino che raggiunge toni a dir poco patetici; dalla struttura scolastica, che già in partenza non eccelleva per disposizione di materiali e per qualità degli stessi, sono stati sottratti vari strumenti tecnologici, tra cui il pc di una ragazza disabile, la lavagna interattiva multimediale (uno dei pochi vanti della scuola), l’unico videoregistratore che ragazzi e professori avevano a disposizione, sino a oggetti di minor valore o di scarso profitto come chiavette USB, termometri, sacchette di ginnastica e il cordless del personale ATA, senza tralasciare i proventi dei due distributori che la scuola possiede.

Non deve essere stato difficile per i rapinatori mettere a segno una simile rapina: le finestre, hanno spiegato gli stessi carabinieri, sono così difettose che è possibile aprirle utilizzando una semplice tessera. Minimo sforzo, massima resa. Il furto, che è già di per sé un fatto deplorevole, mette in luce ancora una volta le condizioni pessime nelle quali si trova la sede di Via Sardegna, paradigma della scuola italiana: gli investimenti nell’istruzione sono così scarsi che i ragazzi non possono godere neanche delle risorse minime che permettano di far restare la scuola italiana in linea con quella europea e internazionale, come un videoregistratore,ad esempio, che gli studenti dello psicopedagogico hanno visto sottrarsi per via dell’iniquità dell’ambiente in cui trascorrono gran parte del giorno.

La sede, congiunta con il liceo classico “Stabili” e il liceo linguistico “Trebbiani”, vanta  danni strutturali non solo relativamente agli infissi, ma anche per i riscaldamenti mal funzionanti, termosifoni che nelle rare occasioni in cui funzionano, perdono acqua e pareti decadenti, il tutto unito alla scarsità di materiale e servizi a disposizione; non si parla della banale mancanza di carta igienica (che è pure un reale problema), ma della mancanza di spazi e materiale per organizzare laboratori, di aule che non rischino di crollare o di rimanere allagate…

Centinaia di ragazze e ragazzi ogni giorno – prosegue la nota – recandosi a scuola, devono stare attenti a non farsi crollare addosso pezzi di intonaco o devono sperare di non ritrovare la loro classe allagata e quindi fare lezioni peripatetiche per i corridoi.

“Questa situazione non è ammissibile” denuncia la rappresentante d’istituto Ilaria Di Bartolomeo “la scuola è allo sfacelo, un paradosso se si spera in un futuro migliore. E’ a partire dall’istruzione che si costruisce un Italia migliore, ma l’Italia stessa o chi ne fa le veci sembra non voler darsi una mano”.

La richiesta (e la necessità) dei ragazzi del liceo classico- linguistico- psicopedagogico  è quella di vivere la scuola in condizioni più agevoli, l’unificazione di tutte le tre sedi sarebbe un sogno, onirico quasi, dunque ciò a cui ambiscono è per lo meno la chiusura dell’attuale succursale di via Sardegna e il trasferimento in una nuova, senza tubature fuori posto e intonaci penzolanti.

Ambire a una scuola che non cada a pezzi e che non sia soggetta a furti – conclude la nota – non dovrebbe essere  una richiesta ma un diritto conclamato! Nella speranza che le istituzioni diano pronte risposte, i ragazzi del sindacato studentesco Rete degli Studenti Medi Piceni continueranno a battersi per difendere i loro diritti e per non lasciarsi rubare il futuro”.

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