OFFIDA – “C’è un clima da liste di proscrizione che non mi piace. “Disciplina di Partito!“, “Chi non vota la fiducia è fuori dal Partito !!” Io credo che per non votare contro questo governo bisognerà vedere cosa vorrà fare e chi ne farà parte. Cari Boccia e Franceschini, perché non cominciate con il cacciare dal Partito i 101 infami che hanno silurato Prodi? Io credo che invece di ergervi a integerrimi giudici di tribunale speciale, dall’alto di un’autorevolezza e di un’autorità che non avete e che nessuno vi ha dato, fareste meglio a starvi zitti. Sicuramente ne trarrebbe giovamento lo stesso tentativo di Enrico Letta!”.

Lo scrive Lucio D’Angelo, ex sindaco di Offida e consigliere provinciale del Pd, sulla propria bacheca Facebook.

Non entro nel merito della polemica – rispettabilissima – verso Franceschini e Boccia. Però continuo a non capire come si possano chiamare “infami” 101 Grandi Elettori del Pd che hanno fatto tale e quale quel che hanno fatto il giorno precedente altri colleghi dello stesso partito. Con l’aggiunta che coloro che non hanno votato apertamente Marini, perché simbolo dell’inciucio con Berlusconi, e magari tentati dalla carta Rodotà, hanno poi votato Napolitano (accetto tutti i commenti ma non mi dite che sia stato un bravo Presidente della Repubblica, vi prego), aperto la strada all’inciucio 2, ed ora rischiano di votare un governo con il Pdl alambiccandosi in inutili giochi di parole tra Governissimo, governo del Presidente, governo tecnico, e astruserie che riesce a comprendere il 2-3% della popolazione.

La cosa grave dei 101 è che nessuno è ancora uscito allo scoperto, certo. Per questo il Pd, in Parlamento, è finito (ma anche fuori non se la passa bene), perché nessuno può fidarsi del vicino di banco.

Ma cosa dire dell’inconsistenza politica di chi ha bocciato Marini e poi appoggiato Napolitano? Costoro hanno tentato di fare una battaglia politica che è durata un solo giorno, e alla fine non hanno ottenuto alcun risultato. Renzi, ovviamente, è tra questi, ma non solo lui.

Addirittura hanno bocciato Marini in quanto uomo dell’inciucio, poi hanno votato Napolitano che da mesi e anni ripete che serve un governo Pd-Pdl, e con il primo discorso ha scudisciato il Parlamento ai limiti del mandato costituzionale (e tutti zitti), e lo hanno persino applaudito quando diceva loro che dovevano fare il governo con Berlusconi. Solo Civati, mi sembra, si è distinto. Uno.

Scusate, Lucio D’Angelo, base, giovani democratici: ma di cosa stiamo parlando? C’è una finalità? Qual è la strategia? Io non capisco nulla.

Due parole poi su Prodi. Oramai, dopo vent’anni, siamo alle ricostruzioni storiche e non alla storia in divenire: è stato il principale liquidatore dell’industria statale pubblica (anche quella d’eccellenza, che trainava l’arcipelago delle Pmi italiane), ha messo il cappio all’economia italiana costruendo un sistema-euro ingestibile (lo dice lui stesso), ha ottenuto per due volte il mandato governativo che si è tramutato in un disastro politico (due anni e via), ha imposto la creazione di un Partito che dopo pochi anni è allo sfacelo per evidenti incompatibilità politiche interne.

Perché premiarlo come Presidente della Repubblica? I giovani disoccupati del 2013, le imprese che falliscono, nulla dipende dalle scelte (neoliberista, quindi di orientamento verso destra, quindi incompatibili con un partito che dovrebbe essere di sinistra, ma questo lo metto tra parentesi) di Prodi?

L’assenza di una valutazione politica di quanto accaduto in 20 anni, l’assenza di obiettivi e strumenti politici (Fassina sa perché) e la mera considerazione estetica fanno del Partito Democratico, incredibilmente, un vero partito berlusconiano de facto. Purtroppo per loro senza Berlusconi.

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