ASCOLI PICENO – Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i sette romeni arrestati in flagranza di reato il 2 maggio scorso dai Carabinieri di San Benedetto del Tronto, per aver rubato ben 28 quintali di rame, per un valore di oltre 55 mila euro, da un impianto fotovoltaico di San Severino Marche.

Gheorica Marius Sorin, Platon Oviddiu Marius, Pascl Costica, Vartosu Constantin, Palea Ionut Marian, Moldoveau Nicolae e Luchian Mihai, questi i nomi dei sette arrestati, detenuti al carcere di Marino del Tronto e difesi dagli avvocati Umberto Gramenzi, Felice Franchi ed Elisabetta Petracci, sono stati giudicati venerdì scorso dal Gip del Tribunale di Ascoli Piceno per l’udienza di convalida. Gli arresti sono stati tutti confermati.

Le manette sono scattate la mattina del 2 maggio scorso, in seguito ad una complessa, ma brillante, attività investigativa da parte di militari dell’Arma, i quali sono riusciti a localizzare i criminali in fuga grazie alle intercettazioni ambientali e geo satellitari. Dopo aver fatto irruzione all’interno di un impianto fotovoltaico, nella zona di San Severino Marche, prelevando il rame con una fiamma ossidrica, i sette romeni si sono dileguati a bordo di tre veicoli differenti: una Renault Clio, una Ford Focus e un furgone.

Una corsa verso la libertà che, però, è finita alla riviera della palme: i I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di San Benedetto, infatti, hanno fermato i tre veicoli, all’interno del quale hanno rinvenuto un cannello per la fiamma ossidrica, abiti infangati e strumenti per tranciare i cavi. La refurtiva è stata, invece, ritrovata nel furgoncino.

Un modus operandi, secondo la Pubblica Accusa, che evidenzia un collaudato sistema predatorio in un settore, come quello del rame, più che appetibile.  Un altro colpo messo a segno, dunque, dalle forze dell’ordine, in quella che oramai è universalmente definita come la guerra per la conquista del famigerato “Oro Rosso”. 

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