ASCOLI PICENO – Non c’è pace per l’Amministrazione Comunale. Come se non bastasse il “caso-Aliberti” ora è la Quintana a tenere banco e ad accendere il dibattito politico. Tutto ruota intorno ad una mozione presentata dal consigliere di maggioranza Giuseppe Falciani nella quale si chiedeva una modifica nello statuto dell’Ente affinché fosse resa immediatamente vincolante una incompatibilità e una ineleggibilità a capo o vice sestiere e a membro del consiglio di sestiere di coloro che rivestano la carica di consiglieri comunali o assessori. La mozione, che era la sesta all’ordine del giorno, è stata poi sostituita all’ultimo con un emendamento, a firma sempre di Falciani, che preso atto della costituzione da parte del sindaco di un gruppo di lavoro incaricato di provvedere alla redifinizione organizzativa e giuridica dell’Ente Quintana, impegnava il sindaco a sottoporre i risultati della commissione al Consiglio Comunale entro sei mesi. Questo cambio ha provocato il malumore dei consiglieri d’opposizioni, accusati poi da Falciani di farne un caso politico.

Ma la vicenda non è finita li e all’indomani i capogruppi di minoranza, Corradetti del Pd, Viscione dell’Udc e Regnicoli dell’Alveare, si sono riuniti in una conferenza stampa per esprimere tutto il loro disappunto riguardo la vicenda, che rischia di infuocare ulteriolmente il già incandescente clima politico.

“Falcioni voleva interventire sullo statuto dell’Ente Quintana e noi questo lo diciamo da anni – esordisce Corradetti – ci sono incompatibilità macroscopiche e ci fa piacere che anche una parte della maggiorenza finalmente sollevi questo problema. Noi saremmo stati subito pronti a votarla, ma poi non ci può accusare di farne noi un caso politico quando la sua mozione portava un nome e un cognome ben preciso: Attilio Lattanzi. Dispiace per questo passo indietro di Falciani e dimostra di come anche questa Amministrazione, dopo quelle Celani, voglia utilizzare la Quintana per finalità di consenso elettorale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Viscione che aggiunge: “La maggioranza ieri ha fatto una brutta figura. Un consigliere che con grande impegno si adopera per far discutere una sua mozione che poi la emenda e si astiene nella discussione, una assurdità! L’incompatibilità è palese, chi distribuisce le risorse poi non può essere colui che le gestisce, la Quintana è un patrimonio di tutta la città e tutti noi consiglieri dobbiamo lavorare per cercare di renderla sempre migliore, così invece ci sono sempre gli stessi soggetti che contemporaneamente distribuiscono le carte e giocano. Bisogna affrontare questa questione e ieri si è persa una grande occasione“.

ArgComento quello della Quintana da sempre caro al leader dell’Alveare Regnicoli, che come al solito è un autentico fiume in piena: “Qui si parla di investimenti annuali importanti, sui 700 mila euro l’anno di cui 270 mila di competenza del comune: sono tanti soldi. Due sono gli obiettivi riguardo la Giostra, salvaguardare la tradizione e fare una promozione turistica, va bene investire dei soldi ma poi ci deve essere un ritorno economico per la città che non c’è. Noi qui ci troviamo di fronte ad una situazione dove negli ultimi anni sono stati commissariati i sestieri di Porta Maggiore e Porta Tufilla, due volte quello di Sant’Emidio, il caso Innocenzi e un Palio, quello di luglio 2007, non assegnato per evitare una crisi politica, se non svincoliamo la Quintana dalla politica non si evolverà mai. La mozione di Falciani era rivolta a persone precise, i lavori alla sede di Porta Solestà sono emblematici, qui siamo davanti alla terza ristrutturazione mentre ci sono sestieri lasciati a loro stessi. Il sindaco ha sei figli ma ad uno concede tutto mentre gli altri cinque si arrangiano, ma tutti i figli sono uguali.Qui c’è un assessore che determina soldi e poi li riceve, vota sui cavalieri, dobbiamo dare la Quintana in mano di persone di alto profilo che ridiano spazio ai sestieri. Io nel 2004 quando venni eletto subito mi dimisi dal comitato del mio sestiere perché da consigliere dovevo lavorare per tutti e sei i quartieri“.

 

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