ASCOLI PICENO – Seconda puntata della controversia nata ieri tra Ascoli Calcio e Aic, il sindacato dei calciatori, dopo la decisione di protrarre gli allenamenti ancora per qualche settimana al ‘Città di Ascoli’.  Dopo il fax inviato alla società in cui si accusa la stessa di aver deciso modalità di svolgimento di allenamenti contro i diritti lavorativi dei tesserati bianconeri, in quanto sarebbero da escludere condotte ‘punitive’ e pericolose dell’incolumità, da corso Vittorio Emanuele oggi arriva la risposta, inviata anche al presidente della Lega di Serie B, Andrea Abodi.

Questo il testo integrale del messaggio.

In riscontro alla vostra pervenuta in data odierna, siamo a contestare tutti gli assunti da voi inopinatamente descritti ed in dispregio, questo è da evidenziare, dei diritti e dei doveri dei dipendenti e dei datori di lavoro.
Il contratto collettivo consente alle società di individuare il posto e il luogo di lavoro in conformità con le disposizioni normative.
Non si comprende come si possa opinare sul luogo di lavoro frequentato dai calciatori durante l’intero arco della stagione, ad eccezione di rare occasioni.
L’Associazione Italiana Calciatori, quale sindacato, farebbe bene ad interessarsi di vicende più serie, senza intervenire nei singoli rapporti tra società e tesserati.
Solo a titolo di cronaca precisiamo di aver comunque anche allertato le competenti autorità di pubblica sicurezza operanti sul territorio.
E’ con vivo piacere che inviamo la presente anche al presidente Abodi perché sia messo a conoscenza dei tristi fatti che ci occupano con le gratuite segnalazioni dell’A.I.C..
Tanto dovevamo“.

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