ASCOLI PICENO – Alla fine tutto si è concluso con una raffica di buone intenzioni e di propositi, e speriamo per la città di Ascoli che questi non si perdano nel nulla. Era molto che lo si aspettava questo Consiglio Comunale aperto sul futuro dell’Università e su quali prospettive fossero all’orizzonte, e non sono voluti mancare oltre ai consiglieri e alla Giunta i rappresentanti degli atenei, delle associazioni di categorie e quelle cittadine,oltre a molta gente comune, anche se come è stato fatto notare la presenza sarebbe stata  maggiore se la seduta fosse stata in un orario differente dalle 14:30.

In primis ha preso la parola il sindaco Guido Castelli, che ha rassicurato la platea sul fatto che l’Amministrazione onorerà  gli impegni presi e che tutte le scadenze saranno rispettate. Poi la parola è passata al consigliere Pd Valentina Bellini che, sottolieando l’importanza della presenza dell’Università nella città, ha auspicato per il futuro una sempre maggiore collaborazione tra gli Atenei e la città affinchè avvenga un processo di integrazione completo tra l’apparato universitario e quello cittadino. Quanto al completamento del Polo Universitario, atteso nei prossimi mesi, non ha risparmiato una stoccata al sindaco e agli assessori Lattanzi e Silvestri dicendo che si è riavvisata poca solerzia nel completamento al contrario del trattamento ricevuto da altre situazioni come il rifacimento della sede del sestiere di Porta Solestà.

Dopo i rappresentanti dei gruppi politici è stata la volta delle associazioni prendere la parola. Il coro è stato unanime nell’evidenziare il ruolo che l’Università ha per Ascoli e come essa deve essere il perno su cui costruire i progetti di uno sviluppo futuro. Barbara Cambiaso della Confartigianato ha posto l’accento su come si debba avvicinare il mondo accademico a quello delle imprese sia grandi che piccole, mentre l’avvocato Francesco Marozzi, presidente dell‘Ordine di Ascoli, ha sottolineato come occorra un salto di qualità generale di tutta la città.

Ascoltate le associazioni il microfono è passato al Rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini, che come al suo solito non ha usato giri di parole per spiegare la situazione : ” Ad Ascoli l’Università ha ormai venti anni di vita, la situazione generale degli atenei italiani è di grande sofferenza, i tagli che ci sono stati ci hanno colpiti fin sopra il necessario per pagare che lavora nelle facoltà. In tutto il paese per 65 atenei statali la spesa complessiva è di 6 miliardi di Euro, 1 in meno rispetto a cinque anni fa. Come Rettore io devo fare impresa perchè se chiudo il bilancio 2012 con il 40% di fondi non statali significa che è un’azienda che deve fare impresa. Non c’è più “PantaloneMinistero dell’Istruzione che dispensa fondi, un corso come Informatica Industriale per poter funzionare ha bisogno di 70 matricole l’anno, con 30 si va in difficoltà. Come Università collaboriamo con diverse imprese ma qui ad Ascoli con nessuna, quindi o qualcuno qui rema contro o il territorio non ci recpisce, in molte città siamo visti come elemento centrale ma qui nessuno ci interpella, ed è frustrante vedere che il Comune faccia collaborazioni e chieda pareri ad altri su competenze di nostra materia e mai a noi nonostante le nostre eccellenze, cosa abbiamo che non va ? Con spirito di collaborazione ci sarà sviluppo, da parte mia c’è una disponibilità a 360° ma serve la volontà di tutti”.

Al rettore replica il presidente di Confindustria Bruno Bucciarelli che sottolinea come nel teritorio la crisi si faccia sentire veramente molto per le imprese che hanno difficoltà a pagare gli stipendi degli operai, ma al tempo stesso evidenza il ruolo importante che può avere l’Università per Ascoli che ha combattuto per avere dei corsi di laurea e che ora li deve difendere, con sforzi da parte di tutte le componenti. Presente anche il presidente del Cup Renzo De Santis che ha rimarcato come i numeri delle facoltà siano imprtanti, con 3.500 studenti e come ora essendo sede distaccata Ascoli verrà penalizzata con tagli ai corsi. Chiusura del consigliere regionale Pdl e Presidente del Consiglio Umberto Trenta, che dopo aver con rammarico ravvisato l’assenza di tutte le componenti che detengono il potere economico, ovvero le banche, si è rivolto a Canzian auspicando che se ci crede veramente è necessario un patto trasversale.

Difficilmente si può negare quanto sia importante nel presente l’Università ad Ascoli e quanto può ancor di più esserlo nel futuro. L’impegno che un pò tutte le componenti si sono presi di lavorare assieme per migliorare le cose è un buon punto punto di partenza, al patto che alle parole seguano i fatti. Un piccolo inizio, a modesto parere di chi vi scrive, può essere sicuramente nel pensare all’Università e soprattutto agli studenti non solo come una buona possibilità di spinta economica, ma come un capitale culturale e soprattutto umano che va integrato nel tessuto della città, non solo perchè pagano affitti e consumano nei locali, ma anche come un’oppurtinità di crescita generale dal punto di vista culturale come si auspicava nel suo intervento l’avvocato Marozzi

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