ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Dario De Angelis, cittadino ascolano e referente economico nazionale di Me-Mmt (Mosler Economics Modern Money Theory) al presidente del Senato Piero Grasso, in visita ad Ascoli sabato 1° giugno.

Egregio Presidente Grasso, mi permetta di esprimerLe le nostre preoccupazioni in merito all’attuale situazione economica. Auspichiamo che Lei si esprima a favore dell’uscita immediata dell’Italia dall’euro e per il non rispetto dei Trattati sottoscritti, applicando contemporaneamente la corrente economica della MEMMT (www.memmt.info), che descrive come sia possibile avere la piena occupazione e la stabilità dei prezzi allo stesso tempo.

L’Unione europea (UE) ha predisposto, finora, misure volte a diminuire il numero degli occupati, rappresentando la più seria minaccia alla pace sociale dal dopoguerra ad oggi.

La priorità attuale del nostro Paese è abbassare le tasse, indipendentemente dal fatto che questo possa comportare un momentaneo aumento del deficit annuo. Questo l’UE lo vieta nonostante sia l’unica salvezza, imponendo il limite rispetto al PIL del 3%. Questa costrizione auto-imposta fu decisa dallo staff di Mitterand in base al fatto che il 3 era un numero che ricordava la Trinità, senza quindi una motivazione seria.

Oggi, attraverso il Fiscal Compact ratificato in tempi record dall’Italia, l’Ue impone di ridurre il rapporto debito pubblico/PIL al 60% nonostante la riduzione del debito è dannosa allo stato attuale.

Le politiche di austerità imposte dall’Unione europea e approvate con favore da Mario Monti hanno dato il colpo di grazia alle PMI del nostro Paese, imprese oggi o sulla via del fallimento o della svendita a compratori esteri. Questo è conseguenza dell’euro che impone il crollo dei salari, quindi del potere d’acquisto. Scopo ultimo dell’euro è favorire l’ingresso di aziende franco-tedesche nel Sud Europa che godranno di manodopera altamente qualificata a basso costo. Presidente Grasso, i risultati di 11 anni di euro sono sotto la luce del sole e il 36% di disoccupazione giovanile dovrebbe far accapponare la pelle a Lei e ai suoi colleghi.

Adottando l’euro l’Italia ha rinunciato alla possibilità di emettere moneta: oggi, gli Stati dell’eurozona sono alla mercé di banche private che decidono se finanziare o meno l’assistenza sanitaria, l’istruzione, i servizi sociali, la difesa dell’ambiente. La penuria di risorse è inaccettabile nel momento in cui la BCE potrebbe emettere denaro in quantità sufficiente per finanziarli. L‘immediato pagamento dei debiliti della Pubblica Amministrazione, che Draghi potrebbe eseguire in questo istante, sarebbe di grande beneficio per l’occupazione italiana.

I Paesi monetariamente sovrani non hanno limiti finanziari e per questo è basilare tornare alla Nuova Lira e spenderla per il 99% della collettività. Tornare Italia, oggi, con grandi piani di investimenti infrastrutturali all’avanguardia, maggiore spesa per la R&S, edifici scolastici moderni, investimenti per ridurre il rischio idrogeologico e tant’altro, poiché quello che adesso manca non sono gli ingegneri o le idee, bensì il denaro per realizzarle, denaro che dal 1971 può essere emesso all’infinito, con il solo limite della creazione della piena occupazione e dell’interesse pubblico, come prescrive la MEMMT (Mosler Economics Modern Money Theory).

Questi grandi piani darebbero immediatamente sollievo a milioni di famiglie.

Tornare Italia si può e si deve attraverso una tassazione bassa che faccia sì che l’Italia possa raggiungere la piena occupazione, quella situazione in cui chiunque sia disposto a lavorare possa farlo.

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