ASCOLI PICENO – Si è concluso con un’ampia assoluzione il giudizio abbreviato a carico di F.T., 46 anni, ascolano, accusato di essere evaso dalla sua abitazione di Martinsicuro, in cui stava scontando un periodo agli arresti domiciliari per aver rapinato una banca nel 2007. Il giudice, Paola Mariani, ha così accolto pienamente la richiesta del suo avvocato difensore, Felice Franchi, secondo cui l’imputato, che non era stato trovato in casa in seguito ad un controllo di routine, era solo rientrato in ritardo. Il Pm, Franca Di Giacinto, aveva chiesto 8 mesi di reclusione, ma il giudice lo ha assolto perché “il fatto non costituisce reato”.

Arrestato il 30 gennaio del 2010, a Reggio Emilia, dopo una rapina al Banco di San Geminiano e San Prospero in via Boldrini a Bologna, F.T. non era affatto alle prime armi. Cinque rapine in banca in varie zone di Bologna, altrettante, probabilmente, commesse tra la Lombardia ed altre città del nord Italia, e tutte con lo stesso modus operandi: entrato nell’istituto di credito con una  parrucca colorata da donna in testa, infatti, l’ascolano era solito intimidire il cassiere di turno, lasciando sul tavolo una sorta di barattolo avvolto da nastro isolante. Poi, la minaccia esplicita:” non date l’allarme per almeno due ore, altrimenti la bomba esploderà grazie a questo telecomando”. Un bluff: il telecomando, infatti, era solo un Ipod.

L’uomo, geometra disoccupato, appassionato di filosofia e di scienze,venne arrestato a Reggio Emilia dalla Squadra Mobile del posto, in collaborazione con i colleghi di Ascoli, grazie alla telecamere della stazione ferroviaria, che lo individuarono mentre saliva su un treno. La Polizia setacciò anche la stanza d’albergo in cui aveva pernottato e li trovarono la parrucca, soldi in contanti, abiti da donna e una sacca piena di libri di Goethe, Bertrand Russell, Nietzsche e Schopenhauer.

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