ASCOLI PICENO – Un vero e proprio confronto all’americana, quello avvenuto questa mattina nell’aula al primo piano del tribunale di Ascoli Piceno. Davanti al collegio giudicante, infatti, hanno sfilato 5 persone a cui la Corte, dopo il primo confronto con la parte offesa, ha chiesto, come da procedura, di scambiarsi le magliette per dissipare ogni ragionevole dubbio.

Di fronte a loro, e al Presidente del Collegio, Giuliana Filippello, G.D., di Comunanza, colui che nella prima metà del novembre del 2012, subì un furto all’interno del suo appartamento. Sono bastati pochi istanti e la vittima lo ha riconosciuto: si tratta di R.C.D., di etnia Rom, che il 14 novembre del 2012 venne fermato dai Carabinieri, a Comunanza, per il furto avvenuto all’interno di un’abitazione del posto, di proprietà di G.D. A seguito della perquisizione di rito, nell’auto del rumeno i militari rinvennero alcuni arnesi ed un abito di babbo natale, proprio quello che il ladro indossava durante il furto. La vittima lo aveva riconosciuto in viso e, dopo averlo già individuato grazie ad un riconoscimento fotografico, è stato chiesto il riconoscimento in sede di giudizio.

L’udienza è poi proseguita con la deposizione di alcuni testimoni, con l’intento di ricostruire i movimenti dell’imputato, prima del furto. Chiamato a rilasciare una dichiarazione spontanea, R.C.D., detenuto da sei mesi al carcere di Marino, si è difeso strenuamente, proclamandosi innocente. Infine, le arringhe del Pm, Umberto Monti, che ha chiesto una condanna a due anni, e dell’avvocato difensore dell’imputato, Maurizio Cacaci, che ha sostenuto l’innocenza del suo assistito, spiegando che la vittima avrebbe potuto commettere uno sbaglio nel riconoscere i tratti del viso. Poi, la sentenza di condanna.

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