ASCOLI PICENO – Potrebbe essere di origini dolose l’incendio scoppiato la notte scorsa alla Demolcar,  l’autodemolizioni, di proprietà di Giandomenico Nardini, che si trova in via del Forno, una traversa della zona industriale di Campolungo, la stessa dove da mesi giace una delle tante discariche abusive della zona, la cui area è posta sotto sequestro da anni.

L’incendio è avvenuto intorno alle 2.50 della notte scorsa. Ci sono volute 2 ore e 8 operatori dei Vigili del Fuoco di Ascoli, intervenuti con 2 mezzi, per spegnere le fiamme che hanno mandato in fumo 3 auto, 3 motocicli, stoccati  all’interno del piazzale annesso all’opificio, e un carro attrezzi, di proprietà della ditta. In fiamme, anche parte dell’ufficio.

Sul posto, i Carabinieri, la Polizia Scientifica e quella giudiziaria dei Vigili del Fuoco,  considerato che esistono forti sospetti sul fatto che l’innesco sia stato di natura dolosa. Poi, l’intervento dell’Arpam per monitorare eventuali danni ambientali che potrebbero essere stati provocati da materiali pericolosi andati in fumo.

Che sia stato qualcuno ad appiccare l’incendio, ne è fermamente convinto lo stesso Nardini, il quale parla addirittura di un attentato, l’ennesimo. Già in passato, infatti, avrebbe ricevuto delle intimidazioni, sembra, per via della licenza che lui non è disposto a cedere. Il titolare della Demolcar, che nell’incendio ha avuto un danno di quasi 70 mila euro, annuncia uno sciopero della fame davanti alla Prefettura. Anche la Procura di Ascoli indaga sulla vicenda.

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