ASCOLI PICENO – Si è svolta, nel primo pomeriggio di ieri, 12 giugno, la seconda fase del processo relativo all’inchiesta sulle presunte irregolarità nella nomina, tra il  luglio 2007 e il luglio 2008, di un medico, quale responsabile della Struttura Semplice UTIC dell’Unità Cardiologica del Mazzoni di Ascoli Piceno.

Per il reato di tentata concussione, sono finiti alla sbarra Michele Carmosino, all’epoca dei fatti direttore dell’Asur 13; Francesco Cipollini, ex capo dipartimento Area Medica dell’Asur 13, attualmente in pensione, e Virgilio Petrucci, medico del Mazzoni e responsabile sindacale CGIL medici. Ieri pomeriggio, davanti al collegio giudicante del tribunale di Ascoli, e al Pm Umberto Monti, hanno deposto alcuni impiegati dell’ospedale, che in qualche punto hanno confermato le accuse.

A sporgere denuncia contro i tre funzionari, il 20 maggio del 2008, fu Luciano Moretti, direttore dell’ Unità Cardiologica del Mazzoni di Ascoli. Secondo la querela, infatti, Moretti avrebbe subito forti pressioni da Carmosino, mirate ad indicare uno specifico medico quale responsabile dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica, o della struttura di degenza cardiologica, nonostante lo stesso Moretti gli avesse segnalato già da tempo un altro nominativo per quella posizione aperta.

Di fronte alle resistenze del direttore dell’Unità Cardiologica,  Carmosino avrebbe programmato e minacciato un eventuale scorporo dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica, col duplice scopo di aggirare l’ostacolo ed amplificare ulteriormente la pressione su Moretti. Tra le altre accuse, infine, ci sarebbe anche quella di averlo indebitamente accusato di un illecito utilizzo di fondi, ma sempre con lo scopo di esercitare pressioni per la nomina del medico segnalato.

L’apporto degli altri due indagati, Francesco Cipollini e Virgilio Petrucci, sarebbe stato tutt’altro che secondario: entrambi, infatti, secondo l’accusa, avrebbero affiancato Michele Carmosino, concordando con lui le modalità con cui dovevano essere esercitate le pressioni su Luciano Moretti, volte a costringerlo a sottostare alle indicazioni nella scelta del futuro responsabile dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica del Mazzoni.

All’apertura del processo, nell’udienza dell’8 maggio scorso, Luciano Moretti ha ribadito fermamente le accuse, secondo cui i tre funzionari avrebbero, in sostanza, complottato tra loro per supportare la nomina di un medico specifico, con l’aggravante, per Carmosino, di aver esercitato pressioni su di lui e che se si fosse messo di traverso, nella scelta del medico per l’Unità di Terapia Intensiva Coronarica, questo avrebbe comportato serie conseguenze per la sua carriera. Una presunta minaccia che, però, come Moretti stesso ha dichiarato al Presidente del collegio, non ha avuto mai seguito. Il processo è stato rinviato il 23 ottobre del 2014.

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