ASCOLI PICENO – Si aggrava sempre più la situazione lavorativa del piceno, precipitato sempre più in un tunnel dal quale si rischia di non vedere più la luce. Dopo pochi giorni dalla decisione shock della Indesit è la volta di un’altra azienda del territorio, anche questa in salute e con i conti in attivo, decidere di chiudere i cancelli e trasferire la produzione altrove. Dopo vertici, indiscrezioni e smentite, è ora la multinazionale statunitense Haemonetics, che ad Ascoli produce sacche per le trasfusioni e leader nel settore della sanità, ad annunciare la propria chiusura a partire dal 1 Agosto, quando scadrà il terzo anno di solidarietà.

Questa è la decisione scaturita nonostante un vertice presso la sede della Confindustria alla presenza dei sindacati e del presidente di Haemonetics Europa J.V. Wulf, mentre fuori un centinaio di operai dell’azienda protestava contro la decisione, dopo aver indetto per la giornata uno sciopero di 6 ore per ogni turno. Volti che a stento riescono a trattenere le lacrime di chi tra due mesi rischia di rimanere a casa senza alcun ammortizzatore sociale, 185 lavoratori di cui molte donne che come qualcuno di loro urla con rabbia sono stati ” sfruttati per 14 anni e ora abbandonati”.

La notizia è subito arrivata al Consiglio Comunale che si stava svolgendo a pochi passi e così, stravolto l’ordine del giorno, una delegazione di operai dell’azienda è stata ricevuta e si è appellata alle istituzioni di tentare in tutti i modi di salvare i tanti posti di lavoro a rischio. Unanime è stata la solidarietà della sala consiliare, Antonio Canzian anche in veste di Assessore regionale con delega al piceno ha fatto notare come siano futili i motivi della decisione della corporation di chiudere e di come questa cosa sia inaccettabile e che nell’imminente incontro in regione con l’azienda si cercherà in ogni modo di scongiurare la chiusura. Vicino e solidale con gli operai anche il sindaco Castelli che ha assicurato massimo sostegno in questa battaglia dove a perdere sono sempre i più deboli : lavoratori e comuni stritolati dai tagli e dall’austerity.

Dopo poco più di un anno si appresta già a concludersi l’attività della multinazionale americane ad Ascoli. Da mesi si sentono i vertici del mondo industriale che chiedono sacrifici ai lavoratori per superare la crisi, paradossale che a chiudere e dislocare all’estero ultimamente siano aziende che hanno registrato costantemente utili negli ultimi anni. Così si mette in ginocchio un territorio, e forse è ora che chi di dovere si assuma le proprie responsabilità senza scaricare la colpa su chi è invece vittima e non carnefice di questo circolo viziososo

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