ASCOLI PICENO – Un nuovo capitolo giudiziario si è aperto questa mattina, 24 giugno, per Pierangelo Poli, il 40enne ascolano che poco meno di un mese fa, ha fatto irruzione a casa dei genitori della sua ex compagna e,  con un’ascia stretta tra le mani, ha seminato il panico, ferendo l’ex suocero e un agente di Polizia. Il tutto, mentre sua figlia di 3 anni e mezzo e a la sua ex erano al piano di sopra, in preda al terrore. Pochi attimi prima di precipitarsi in via Verdi, dove risiedono la sue ex compagna e i suoceri, Poli avrebbe telefonato la madre di sua figlia, minacciandola di morte.

Attualmente detenuto al carcere di Marino, l’uomo è comparso questa mattina dinnanzi al giudice Marco Bartoli, per il processo in cui è accusato di aver incendiato l’auto della sua ex, mentre era in dolce attesa della loro figlia. L’episodio sarebbe avvenuto 3 anni e mezzo fa: al culmine dell’ennesimo diverbio tra i due, infatti, senza alcun motivo apparente, l’uomo l’avrebbe aggredita mordendole un braccio. Non contento le avrebbe anche bruciato la macchina.

Una storia familiare dai contorni torbidi, dunque, che sottolinea un contesto di maltrattamenti reiterati e momenti di grande tensione, evidenziati, tra l’altro, dagli stessi familiari della vittima, in una lettera che è stata consegnata, tramite il loro legale Mauro Gionni, al tribunale, poco dopo l’episodio dell’aggressione di Via Verdi.  Il contenuto della lettera, in sostanza, auspica provvedimenti esemplari nei confronti del quarantenne ascolano, onde evitare ritorsioni qualora dovesse ritornare a piede libero.

Ad attenderlo questa mattina, alle porte del tribunale di Ascoli, uno stuolo di amici e conoscenti che, dopo avergli manifestato la piena solidarietà, lo hanno accompagnato fin dentro l’aula per assistere all’udienza. In aula, anche la sua ex compagna. Il processo è stato rinviato al prossimo ottobre.

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