ASCOLI PICENO – “I reati per cui è stato condannato Berlusconi – esordisce Valentina Bellini, consigliere comunale di minoranza, in una nota- hanno a che fare con una concezione del potere, delle relazioni umane, del dominio su di esse che informa di sè tutto il resto.”

Un giorno dopo la sentenza di primo grado emessa dalla corte di Milano sul caso Ruby, con la quale l’ex premier Silvio Berlusconi viene condannato a 7 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’esponente del Pd cittadino riflette sul legame ideologico fra il leader Pdl e il sindaco Castelli: “Ci piacerebbe sapere cosa pensa il sindaco Castelli di questa conclamata deriva morale del personaggio che campeggiava sul suo simbolo alle elezioni amministrative.”

Che il Pdl sia il credo politico del nostro sindaco non c’è dubbio, ma sulla certezza che decida di sposare la linea berlusconiana di fronte alla condanna, sorge qualche incertezza. In un intervento dell’ 11 dicembre ad Agorà, su Rai Tre, infatti Castelli, che il conduttore Vianello presentò come uno dei “rottamatori” del Pdl, criticò apertamente il ritorno del Cavaliere sulle scene, affermando: “Non è incoraggiante pensare che la selezione dei parlamentari da candidare sarà fatta attraverso delle cene ad Arcore.”

La Bellini incalza sul tema della famiglia: “Ci piacerebbe altresì che il sindaco ci tranquillizzasse: è dalla parte della famiglia così come rappresentata e magnificata durante le settimane ad essa dedicate, o dalla parte di chi vede nei rapporti tra i sessi mercimonio, distribuzione di denaro, dominio, disprezzo per la dignità della persona?

Il consigliere cita inoltre i numerosi talk show ai quali Castelli prende parte, auspicando che, in uno di questi, possa manifestare una posizione di netta distanza da Berlusconi. Lo scorso dicembre, a Vianello che diceva “Sindaco, non vorremmo si mettesse nei guai”, Castelli rispondeva senza indugi di essere “abituato a dire la verità da sindaco.”

La speranza è sempre l’ultima a morire.

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