ASCOLI PICENO – Due colpi di fucile, esplosi in piena notte, contro il ripostiglio dell’abitazione di un muratore 50enne, che abita sulla strada che da Ascoli porta a Valle Castellana. Sull’episodio, avvenuto a metà del maggio scorso, il Sostituto Procuratore Umberto Monti ha aperto un fascicolo contro ignoti per tentato omicidio, anche se sotto la lente degli organi inquirenti è finito un giovane ascolano di 30 anni, al momento unico sospettato, che però continua a proclamare la sua innocenza.

Le indagini proseguono a ritmo serrato, anche se con il massimo riserbo, ma all’unico sospettato gli è stato convalidato il sequestro di un fucile e di alcuni proiettili. Al lavoro anche i Ris di Ancona, a cui è affidata la comparazione balistica tra i bossoli rinvenuti e i proiettili sequestrati al giovane, oltre a stabilire se il fucile, sottoposto a sequestro, sia stato utilizzato negli ultimi tempi.  In mano agli inquirenti, le immagini estrapolate da una videocamera di sorveglianza, posta in una villetta nei paraggi, che ritraggono un furgoncino che, al momento dei fatti, è transitato più volte nei pressi dell’abitazione della vittima. Dalle successive indagini gli investigatori sono riusciti a risalire al giovane 30enne, proprietario del mezzo, all’interno del quale è stato rinvenuto il fucile.

Gli inquirenti, comunque, non escludono nessuna pista, concentrandosi, essenzialmente, nell’ambito delle conoscenze della vittima. Il  30enne, difeso dall’avvocato Umberto Gramenzi, unico sospettato, sostiene con forza la sua innocenza, affermando di non avere nulla a che fare con l’episodio delittuoso.

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