ASCOLI PICENO – Trentuno anni lui e 76 anni lei. Dopo l’ennesima lite, lui l’aveva minaccia con un fucile calibro 22, ma lei era riuscita a fuggire e a dare l’allarme. Ma a distanza di poco più di un mese da quel momento di follia, lui, S.D., romeno di 31 anni, a processo con la formula del giudizio immediato condizionato ad una perizia psichiatrica, è stato condannato dal tribunale di Ascoli a 2 anni e 2 mesi di reclusione, misura cautelare che sconterà nella casa di cura Villa Iolanda.

La Pubblica Accusa aveva chiesto 3 anni, ma il giudice, in seguito ad una perizia psichiatrica, ha oggi accertato l’incapacità, anche se parziale, di intendere e di volere di S.D, anche se questo non ha escluso la sua imputabilità. Il suo legale difensore, Valeria Iachini, che optava per una piena assoluzione per il suo assistito, ha comunque chiesto alla Corte la revoca della misura cautelare in carcere, commutandola nei domiciliari. Il giudice si è riservato di decidere.

L’episodio risale al 18 maggio scorso quando l’uomo, dopo l’ennesima lite con la sua convivente, una donna di 76 anni, era andato fuori controllo perché lei aveva deciso di cacciarlo di casa. In pochi attimi, il gesto di follia del rumeno che, come extrema ratio, aveva deciso di puntare contro la donna un fucile calibro 22, per cercare di dissuaderla dalla sua decisione.

Provvidenzialmente la donna era riuscita a divincolarsi e a fuggire, allertando i Carabinieri. L’uomo, che dopo il folle gesto aveva tentato il suicidio, era stato posto al regime dei domiciliari in ospedale, e a distanza di poco più di un mese, la sentenza di condanna del giudice.

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