ASCOLI PICENO – Sequestro di persona, lesioni aggravate, violenza privata aggravata e danneggiamento. Queste le accuse che hanno fatto scattare le manette per un carabiniere ascolano di 40 anni, in servizio in Puglia, il 12 luglio scorso. I fatti risalgono alla notte tra il 4 e 5 luglio scorso, quando il militare dell’Arma avrebbe aggredito la sua compagna, una macedone di 19 anni.

Le percosse, secondo l’accusa, sarebbero avvenute sia in casa che nell’auto, dove l’uomo l’avrebbe costretta a salire con la forza. Una volta nell’abitacolo, però, lei sarebbe riuscita a divincolarsi e a fuggire, riuscendo in pochi minuti a dare l’allarme. Sul posto i Carabinieri del Comando di Ascoli, che hanno provveduto a sequestrare al loro collega le armi in dotazione e ad eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal Gip, Giuliana Filippello. La giovane è stata subito soccorsa e trasportata in ospedale per lesioni guaribili in dieci giorni.

Durante l’interrogatorio di garanzia, avvenuto ieri mattina, l’uomo ha però respinto al mittente tutte le accuse a suo carico, e il suo legale difensore ha presentato una richiesta di scarcerazione, ora, al vaglio del Gip che deciderà nelle prossime ore.

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