ASCOLI PICENO – Dopo settimane passionarie vissute tra interrogativi, speranze e voglia di smaltire la scottante delusione per la retrocessione è cominciata oggi, anzi, ricominciata, l’avventura dell’Ascoli Calcio. Già, perché durante la presentazione di squadra e dirigenza avvenuta qualche ora fa all‘Hotel Villa Pigna (sede del ritiro fino a domenica), la parola più pronunciata, quasi scandita, è stata ‘ricominciare‘. Squadra da una parte della sala, stampa dall’altra e sul tavolo (photogallery) staff tecnico e società: a cominciare dal presidente Benigni, assoluto protagonista con tanti momenti chiave, dal nuovo ds Angelo Fabiani, passando per il neo direttore generale Vito Miceli, fino all staff tecnico: oltre a mister Pergolizzi, il preparatore atletico Paolo Amadio e il tanto agognato vice allenatore: Gilberto Vallesi, già preparatore dei portieri.

Rinviando all’articolo dedicato per le dichiarazioni del presidente, il primo a parlare è stato mister Rosario Pergolizzi: “Ricominciamo con entusiasmo e lo spirito che già conoscete essere mio, anzi con più rabbia. Sarà fondamentale – continua – partire dall’inizio, sarà un percorso lungo e faticoso, ma arriveremo alla metà. Quale sarà? Quella di fare le cose alla luce del sole e nel milgior modo possibile, senza proclami. In silenzio, ma con concretezza“. Sul mercato, spiega:Quello che manca a noi manca a tante squadre. Fondamentale era ripartire, il futuro non mi spaventa. So ciò che voglio dalla squadra, mentre la società mi ha già garantito la tranquillità necessaria per poter far bene”.

Poi, l’esordio del nuovo ds Angelo Fabiani, apparso di chiari intenti e voglioso di dare fatti, più che di fare promesse. A prescindere dal contratto, per ora annuale. Confessa: “Mi hanno spinto due cose a venire qui: il legame col territorio (il padre è nato a Montefortino ), è un fatto che scorre nelle vene; il secondo è l’amicizia che mi lega da anni al presidente, il cui modo di operare è anche il mio. Chi mi conosce sa che sono andato spesso in ‘piazze da ricostruire‘ e non mi spaventa. Quando hai un presidente umile, poi, c’è uno stimolo ulteriore a perseguire gli obiettivi“.

Sul suo lavoro: “Ho trovato un Ascoli deluso, come era giusto dopo una retrocessione, ma ho trovato anche un presidente molto motivato nel ripartire da zero. L’occasione che dà il calcio italiano – spiega – oggi è ghiotta per gettare basi serie nel medio e lungo termine per una programmazione oculata, affinché la società in futuro viva, non sopravviva. I soldi di un tempo non girano più, perciò bisogna portare rispetto ai tifosi e alla classe operaia: non ci sono più i contratti milionari di un tempo, ce lo dimostrano anche le ‘sei sorelle’ di una volta. Si sta riprogrammando tutto. Dobbiamo scegliere i giovani giusti, tenendo presente che la domenica bisogna vincere le partite o almeno strizzare la maglia per il sudore. Questo mi è stato chiesto e questo cercherò di fare“.

Ancora Fabiani, nel suo lungo ma oculato intervento: “La retrocessione fa parte del passato. E sul passato ci si basa per un nuovo futuro, prendendo spunti positivi per la stagione, ma anche per le stagioni prossime. Anche se la società non mi chiesto di vincere e stravincere, non è corretto neanche dirlo alla gente per creare illusioni. Bisogna solo essere umili e cercare di trarre il massimo profitto dalla programmazione“.

Dall’ora del suo annuncio, molti tifosi hanno storto il naso per suo passato, fatto di un’inibizione di quattro anni per il Calciopoli e di legami con Lotito e Moggi. Lui ha voglia di rettificare: “Bisogna fare attenzione ad attingere le notizie che spesso e volentieri sbattono il mostro in prima pagina”  spiega. “E’ vero che sono stato coinvolto nel processo Calciopoli e, come spesso accade quando c’è un vento di cambiamento, il vento spazza via tutti. Ma devo dire con franchezzapuntualizza – che sono stato assolto da un tribunale penale per ‘non aver commesso il fatto’. Poi esiste una giustizia sportiva, definita ‘domestica’, che aziona i suoi protocolli in base a un capo d’accusa dell’accusa, non dell’organo giudicante. La federazione sommariamente ha ritenuto di inibirmi. Si ha anche possibilità di chiedere il risarcimento, ma sono troppo navigato per non capire che nella vita succedono cose negative che ti segnano e bisogna avere l’umiltà di accettarle e volontà di perdonare chi ha fatto un processo sommario. Non chiederò risarcimenti. Ho rispettato tutti gli organi. Durante l’inibizione fortunato lavorato anche a Salerno, ma poi sono stato fermo per rispettare le regole.

E pazienza se il suo nome era stato accostato alla nuova proprietà della Sambenedettese: “Un conto è possibile arrivo un conto è disponibilità. Dopo la scadenza della squalifica a febbraio – confessa – molti si sono ricordati di me. A nessuno dico no, rinviando, però, al momento giusto per parlare. Ma con onestà dico che con il presidente Benigni c’è un rapporto di grande cordialità e simpatia da sempre. Ci siamo mangiati qualche amatriciana insieme. Gli ho detto: ‘Quando hai in mente il tuo progetto chiamami, dato che per me è coronare un sogno. Sono orgoglioso di questa scelta. Il presidente è una persona ‘straeccezionale‘. Lo conobbi dai tempi di Genova. Ho avuto con lui rapporti lavorativi e mi è stato vicino in momenti di difficoltà della società. Sono per le situazioni d’emergenza. Contatti? Certo, anche Lotito mi ha chiamato, ma io non sono uomo di nessuno, solo di me stesso. Oggi ho un solo ‘padrone’: il presidente Benigni“.

Infine, il capitolo calciomercato e la squadra ora a disposizione di Pergolizzi: “I convocati sono tutti qui, ad eccezione di qualche ritardo fisiologico. Poi, altri assenti sono dovuti a situazioni legate al mercato (vedi Faisca, ndr)”. Prima che Benigni, durante il suo intervento, annunciasse che Andrea Soncin stava già rientrando ad Ascoli, Fabiani spiegava: “Ieri ci siamo visti e abbiamo ritenuto di acconterare le sue richieste visto che, se non sbaglio, è il terzo cannoniere di tutti i tempi e la società ci teneva ad accontentarlo“. Sulle prossime mosse: “Saremo vigili. Un ‘esperto’ per ruolo? No, solo un criterio seguiremo: giocatori che fanno al nostro caso. Prima di tutto ‘uomini’, perché non sempre l’esperienza è sinonimo di affidabilità. Chi viene ad Ascoli deve capire cosa vuol dire giocare per questa maglia. Bisogna avere certe prerogative. Il mio motto è: ‘combattere combattere combattere‘. Non guardo tanto alla giocata di fino, ma all’effettivo apporto alla squadra. Si vince uniti“.

Infine, l’altra novità dell’anno: Vito Miceli, nelle ultime settimane dato anche per nuovo ds, sarà il direttore generale: “Mi è stata data una grande opportunità e sono orgoglioso di poter rappresentare l’Ascoli” le sue prime parole. “Dal punto di vista gestionale il momento socio economico è tale dobbiamo sempre dare un occhio al bilancio. Il calcio è un’industria e bisogna sottostare ad alcune regole, come il contentimento dei costi. Anche realtà vicine hanno avuto difficoltà. Noi siamo riusciti nell’iscrizione ed è stato fatto un grande sacrificio. Ciò non esclude che proveremo a fare cose importanti anche dal punto di vista tecnico: le due aree viaggeranno insieme“.

In conclusione, presentate anche le nuove maglie targate per il secondo anno ‘Max Sport‘: la prima, come si vede nelle foto, è  simile a quella dello scorso anno, tranne che per alcuni dettagli, come il colletto, le maniche e lo sfondo per il numero sulla schiena che, sia per la prima, che per la seconda totalmente nera, sarà di colore bianco. Torna, invece, il colore blu per la terza, che avrà il numero dello stesso colore ‘royal’. Sempre presente il Picchio ‘alla Mazzone’.

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