ASCOLI PICENO – Da attaccante di razza, Simone Malatesta non si nasconde e non usa mezze parole nella sua prima intervista stagionale da giocatore dell‘Ascoli. Diretto e schietto, l’attaccante trentunenne giunto dalla Carrarese parla dei suoi primi otto giorni in bianconero: dalla clamorosa sconfitta contro il Pontisola a mister Pergolizzi, passando per la composizione dei gironi di Lega Pro.

Proprio dal deludente esordio in Tim Cup comincia l’intervista: “E’ stato un esordio veramente amaro, un esordio brutto. I tifosi si sono rimasti male? Ci credo, li capisco. Chiunque ci rimarrebbe male – prosegue – perché, oltre il risultato, anche la prestazione è stata deludente“. Malatesta non vuole giustificazioni: “Certo, un pò era da aspettarsi una partenza sottotono per via della preparazione, ma non in quella maniera. Non è normale. Tanti giovani in campo, è vero, ma non cerco alibi: siamo partiti col piede sbagliato. Tuttavia – è sicuro – l’eliminazione ci aiuterà ad aggiustare le cose“. Sul futuro il centravanti romano è fiducioso: “Ora come ora non è facile stare in campo, abbiamo bisogno di allenarci e di stare insieme dato che per assorbire certi automatismi ci vuole tempo. La squadra è completamente nuova se si escludono due o tre elementi. Siamo un cantiere aperto“.

Tuttavia, un piccolo lato positivo c’è nella sconfitta: l’Ascoli ha ‘vestito’ il 4-2-3-1, sintomo della versatilità della squadra dal punto di vista tattico. Malatesta spiega: “Il mister ha dimostrato di non fossilizzarsi su un solo modulo, ne conosce diversi e in base ai giocatori a disposizione sceglierà quello più adatto. Anche domenica abbiamo provato alcune soluzioni. Non resta che lavorarci sopra – aggiunge -, abbiamo bisogno di tempo, anche se non è tantissimo, visto che manca solo un mese“. In ogni caso, lui non ha preferenze su quali zolle pestare in zona d’attacco: “Ho giocato in molti modi, sia da attaccante unico che con un partner affianco. Per me non fa differenza. Anzi, se c’è l’apporto di tutta la squadra verso la fase offensiva, il modulo influisce poco“.

Sulle prime impressioni riguardo l’ambiente: “Sono qui da soli otto giorni, ma sono senz’altro positive. Personalmente vengo da una stagione negativa e da un infortunio, ma sto lavorando bene ed è tanto che non lo facevo. Ora avverto un pò di fatica, ma è giusto così, sono un diesel nella condizione. Per questo non sono partito titolare in coppa, sono ancora un pò ‘imballato’. Mi serve solo continuità“. Continuità che, a differenza dello scorso anno, avrà a disposizione Rosario Pergolizzi. Su di lui, l’attaccante dice: “Mi piace tanto, è un bel ‘martello‘. Si vede, poi, che ha lavorato nel settore giovanile, perché sa prenderli e sa stimolarli. Inoltre è molto preparato tatticamente“. Sulla stagione: “Possiamo far bene, abbiamo solo bisogno di tempo per creare la squadra“.

Infine, sui gironi composti due giorni fa, che hanno visto l’Ascoli inserito nel raggruppamento ‘B’, quello meridionale: “Ho giocato in entrambi, ma posso dire che il Girone B è più difficile: ci sono più corazzate, ambienti caldi che faranno la differenza. Ma è quello che preferivo perché è più stimolante, giocheremo in stadi ‘veri’. E’ una piccola serie B, insomma“.

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