ASCOLI PICENO – Un Rosario Pergolizzi schietto e duro in sala stampa al termine della brutta prestazione offerta dall’Ascoli in amichevole contro il Teramo. Uno 0-3 contro un avversario di una categoria inferiore e con tutto un altro blasone. Prestazione brutta, con un’unica conclusione in porta da parte di Malatesta su cross di Iotti, quest’ultimo tra le poche sufficienze bianconere insieme ad Hanine e Storani. Tuttavia, c’è da dire che otto undicesimi di questa sera erano giocatori nati nel 1991 e oltre. Quindi, non proprio la formazione che scenderà in campo durante l’anno. E, come ha fatto capire proprio Pergolizzi, parecchio lontana da quella nella sua mente.

Sì, è stata una serataccia, ma fa parte del nostro lavoro – dice il tecnico nella sala stampa del Comunale di Piano d’Accio – . Oggi ci stava perdere, capisco l’ambiente, ma io resto l’allenatore di questi ragazzi: è facile giocare con i giovani contro squadre di promozione e vincere. Ma per crescere occorre altro. I giovani vanno valorizzati, ma con dei risultati e solo se c’è un binomio giovani e più esperti. Se ci basiamo solo sulle amichevoli giocate e con tutte le contestazioni che ci sono state non è facile valorizzare un giovane. E’ un percorso che va fatto con la testa. Oggi ho fatto giocare molti ragazzini perché è mio diritto capire chi mi può dare cosa. C’è un confronto con la società. Sarebbe troppo facile non farli giocare, ma poi giustamente potrebbero dirmi che non li ho valutati“.

Quindi frecciate non troppo velate al materiale messo a disposizione dalla dirigenza: “Va bene che quest’anno non ci sono retrocessioni, ma non mi va di andare in giro a fare figure di merda. Quando sono tornato su questa panchina – aggiunge – sapevo delle difficoltà che avrei trovato. Ma la società sa il mio pensiero“. E subito chiarisce: “Mi hanno dato delle certezze e delle garanzie. Se non arrivano, però, farò le mie scelte“. Il riferimento a eventuali dimissioni alla vigilia della prima di campionato non è troppo nascosto. Poi ancora sul mercato: “Io non mi aspetto molto in questi dieci giorni. Ma so che qualcosa deve arrivare. Non dico di essere competitivi in assoluto, ma voglio giocarmela e questo non significa spendere tanto, ma solo di essere un gruppo compatto e andare avanti con programmazione, indispensabile per crescere“. Sul fatto che alcuni giocatori in teoria sarebbero arrivati, in riferimento ai calciatori in prova già da qualche giorno e in attesa della firma, dice: “Se sono qua e si allenano per me non sono in prova. Fanno parte del gruppo e faccio riferimento a quel gruppo. Se viene uno in prova e ha 33 anni a casa mia non è ‘in prova’“.

Infine, sulla contestazione dei tifosi, durata tutto il corso della partita: “Non nasce stasera. Ma dopo la retrocessione. L’Ascoli ha una storia giustamente, ma si sta cercando di ripartire in maniera positiva. Ovvio, devi programmare, è fondamentale. Noi stiamo cercando di fare questo. L’importante – chiosa – è essere sinceri e dire le cose come stanno, ma i giovani scesi in campo stasera non meritano la contestazione e non hanno nessuna colpa se non quella di essere stati scelti da me per giocare“.

Dichiarazioni forti, dunque, dirette soprattutto al ds Fabiani, colui che ha scelto la strategia della ‘prova’. Queste parole, perciò, saranno lette a Corso Vittorio Emanuele non certo con il sorriso sulle labbra. E chissà se già nei prossimi giorni, a poche ore dall’inizio del campionato, tecnico e società passeranno dalle parole ai fatti, compiendo scelte a sorpresa… La gara di oggi, forse il punto più basso della storia bianconera, è, sì frutto di sperimentazioni e di utilizzo di tanti baby, ma in campo è andato l’Ascoli Calcio. E oggi i fatti dicono che il Teramo, sul campo, ha vinto tre a zero.

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