SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sì vabbè. Enrico Mentana s’è sposato una Miss Italia. E allora? Semmai si sarebbe dovuto ironizzare sul fatto che, da buon interista, s’è scelto una che la corona la conquistò a tavolino, all’indomani della squalifica della prima classificata, Mirca Viola, che non informò gli organizzatori di essere al contempo già moglie e madre (il regolamento dell’epoca non lo consentiva).

Chi se ne frega della relazione con Michela Rocco di Torrepadula. Chi se ne frega delle incoerenze morali, vere o presunte (tra l’altro fu pure tra i giurati dell’edizione del 1996). La questione è un’altra: televisiva e, soprattutto, di ruoli.

Mentana è direttore del telegiornale di La7, non di La7. Ai tempi del Tg5 mai osò interferire con le dinamiche palinsestuali dirette da Giorgio Gori prima e Maurizio Costanzo poi. E anche oggi con Clemente Mimun non è che dalle parti del Biscione la musica sia differente.

Ma Mentana evidentemente ha un credito illimitato con La7. Dal giorno del suo ingaggio – estate 2010 – lo share del notiziario, fino ad allora mai superiore all’1,5%, ha a più riprese toccato la doppia cifra, stabilizzandosi poco sotto. Non solo: il giornalista milanese fa da prezioso traino all’access prime time ed è a capo di appuntamenti speciali che, sempre con più frequenza quest’anno, hanno accompagnato i pomeriggi e le seconde serate del terzo polo.

Mister tuttofare, uomo di punta che detta la rotta. Un faro, molto più di Crozza o Santoro, nonostante quest’ultimo abbia firmato a gennaio, con la complicità del Caimano, il record assoluto d’ascolti per La 7 (8,7 milioni e 33,6% di share).

Quel post su Facebook non poteva quindi passare inosservato: “Miss Italia su La7? Anche no, grazie. L’identità di rete è una cosa seria”. Certo, il diritto di parola non si nega a nessuno. Tuttavia, quanto pesa la parola di Chicco?

Alle reazioni piccate ha replicato immediatamente, ancora sul social network: “Snob, moralista, talebano, emulo della Boldrini: per aver semplicemente detto quel che è ovvio per tutti, che Miss Italia su La7 non c’entra nulla. Si noti che la manifestazione è stata rifiutata dopo trent’anni dalla Rai, e tutti zitti, ossequiosi e deferenti. Poi è stata rifiutata anche da Mediaset, e ancora di più silenzio e muta approvazione. Ma se qualcuno su La7 fa notare che non è proprio congruo col progetto di canale costruito in questi anni ospitare (come scelta di rincalzo) una manifestazione rispettabile ma non certo affine ai gusti del pubblico stabile della rete, apriti cielo. Chiedetelo prima a Gubitosi e a Piersilvio, eroi della libertà d’agosto, perché hanno detto no a Miss Italia…”.

Mentana definisce l’evento “non congruo col progetto di canale costruito in questi anni”. Dimenticando che nel frattempo l’emittente è passata ad Urbano Cairo, del tutto autorizzato a stravolgere – qualora lo ritenesse – gli schemi e i paletti fissati negli anni scorsi. L’obiettivo dell’imprenditore è chiaro: popolarizzare un contesto fino ad oggi considerato troppo da fighetti.

Addio al ‘nano-share’, ai salotti autoreferenziali di Lerner. Porte invece aperte a Salvo Sottile, Gianluigi Paragone, Rita Dalla Chiesa. Cairo vuole ampliare il target, bussare alla porta delle casalinghe, dei pensionati, che in vita loro il pulsante 7 del telecomando l’hanno spinto solo per sbaglio. Tradotto: non si vive di informazione e basta.

Piccoli semi, segnali, da lanciare anche con manifestazioni di richiamo. “Miss Italia” rappresenterebbe ciò. Al di là di un format oramai scaduto per Raiuno e letteralmente improponibile su Canale 5. Al di là di regolamenti obsoleti, ragazze impalpabili obbligate a spacciarsi per esseri pensanti (“Sogni nel cassetto? La pace nel mondo”). Al di là del numero delle serate, troppe, e dei conduttori, sempre meno disposti a sobbarcarsi il patema.

A Cairo, padre di rotocalchi inflazionatissimi in parrucchieria, frega oggettivamente poco. “Miss Italia” su La7 totalizzerebbe numeri improponibili per Viale Mazzini, eppure agognati da chi detiene parametri decisamente differenti. Ovviamente, sui soldi da versare alla Mirigliani, se la veda il buon Urbano col suo portafogli. Problemi suoi. Mentana permettendo.

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