ASCOLI PICENO – Presentati questa mattina nella sede di Corso Vittorio Emanuele gli ultimi, per ora, quattro acquisti dell’Ascoli Calcio: i centrocampisti Manolo Pestrin e Gennaro Acampora, i difensori Alberto Bianchi e Andrea Giacomini. Non era presente, a causa di un contrattempo, il presidente Benigni, ma c’era il direttore sportivo Angelo Fabiani, che si è soffermato sul momento della squadra con il campionato alle porte e sul calciomercato, che chiuderà la saracinesca il 2 settembre alle 23.

Il primo a parlare è il più esperto del gruppo, il regista romano classe ’78 Manolo Pestrin. Queste le sue prime parole: “Dato il mio buon rapporto con Castori sarei potuto arrivare qui anche prima. E’ vero, noi ultimi arrivati siamo tra i meno giovani e sarà nostro compito aiutare i ragazzi nella loro crescita“. Sui compagni dice: “Il gruppo è giovane, ma nonostante questo è già unito. Avere un’età media bassa ha anche dei vantaggi, come quella di lavorare con entusiasmo e freschezza. Certo, siamo un pò in ritardo e per questo abbiamo ancora bisogno di tempo per diventare una squadra. Nessuno – continua – vuole fare brutte figure, neppure a Frosinone (di cui è un ex giocatore). Loro sono stati costruiti per fare un campionato, ad oggi, diverso dal nostro, ma noi abbiamo voglia di far bene“. A giocarsi la fascia di capitano, oltre a Pestrin, ci sono Colomba, ovvero uno dei pochissimi reduci dello scorso anno, e Alberto Bianchi, l’altro importante innesto d’esperienza di questi ultimi giorni di mercato: “In carriera – esordisce descrivendo il suo ruolo – ho giocato sia da difensore centrale che da terzino, ma ultimamente ho giocato soprattutto in mezzo“. Anche lui è chiamato a valutare la truppa bianconera: “Devo dire che anche all’Entella, squadra da dove provengo, eravamo un gruppo giovane, che ha fatto molto bene. Qui si può riproporre lo stesso animo, anche se a Chiavari non c’è lo stesso contesto ambientale. C’erano molto meno pressioni, tant’è che andavamo in bici al campo. Invece qui – spiega l’ex Spezia – si vuole ripartire da una retrocessione, è normale che manca un pò d’entusiasmo. E per riportarlo servono fatti, non le parole. Non vogliamo promettere niente, solo che finiremo ogni partita svuotati di ogni cosa che avevamo dentro“.

Andrea Giacomini ha rischiato di vestirsi di bianconero già sette mesi fa, nell’ultimo mercato di riparazione. “Vengo da buoni campionati con il Latina – una salvezza negli spareggi e una promozione in B -, dove ho passato belle emozioni. Venire qui, però, è un’altra prova importante. Se rosico perché potevo essere in B adesso? No, sarebbe stata una bella soddisfazione, ma ringrazio l’Ascoli e il ds che mi hanno voluto fortemente per l’opportunità e sono giunto con le motivazioni giuste. Sperò, anzi, con i miei compagni di far tornare l’entusiasmo e il pubblico che c’era anche prima“. Sul campionato: “Sarà molto difficile, con tante squadre ben assemblate, molte del sud”. Infine, Gennaro Acampora, centrocampista alla ‘Nocerino’: “Posso giocare in mezzo, sia ‘a due’ che ‘a tre’ come mezz’ala. Corro molto e mi piace inserirmi” spiega. “Vengo da campionati inferiori, ma spero di dimostrare di essere all’altezza di questa gloriosa maglia. Sarà un campionato strano, ma l’assenza di retrocessioni sarà uno stimolo in più perché ti permette di lavorare più sereno. Le favorite? Frosinone, Perugia, Benevento e Lecce. Poi, magari, ci sono le solite sorprese. L’Ascoli tra queste? Dobbiamo partire per fare un campionato tranquillo, con i piedi per terra. Poi si vedrà

Come dicevamo, è intervenuto anche il ds Angelo Fabiani. “Spero che ora tutti, stampa per prima, finiscano di descrivere questa come una squadra giovane, ma, anzi, che dicano che la società ha allestito una rosa con la giusta esperienza. A parte qualche ’93, ’94 o ’95 che riteniamo già pronto, non c’è tanta gioventù“. Sui nuovi: “Se sono qui è perché hanno le caratteristiche che volevamo. Hanno esperienza fatta in tutta Italia e possono insegnare molto ai giovani che poi saranno il futuro dell’Ascoli. Bisogna capire – continua Fabiani – che dopo una retrocessione dalla B alla Prima Divisione, le società di calcio, non godendo del ‘paracadute‘ soffrono molto in termini economici. C’è la cosiddetta ‘moria delle vacche‘ e la società ha avuto la forza di fronteggiare questa emergenza, non solo: ma ha saputo anche andare oltre. E non dimentichiamo che a volte si vuole costruire una squadra per limitare i danni, poi ci si ritrova ben più in alto in classifica“. A proposito del gruppo confessa: “In tutta la mia esperienza non ho mai visto un gruppo così voglioso di aggregarsi e che dopo un mese va a mangiare la pizza insieme per amalgamare ancora di più lo spogliatoio. Mi ha sorpreso. Come società siamo contenti e vogliamo riportare verso la stessa un pò di simpatia“.

Passando al mercato spiega: “Trattative concluse? Siamo sempre vigili, fino alla fine. Vediamo se ci scappa qualcosa“. Magari in attacco, dove, anche numericamente è il reparto più sofferente: “Al meglio non c’è mai fine. Ma prendere tanto per prendere non ha senso. Senza dimenticare che puntiamo molto su Gragnoli e Giovannini (squalificato fino a novembre, ndr), che, come gli altri giovani, devono crescere e hanno bisogno di spazio per farlo. Per il momento – prosegue il ds – mi ritengo strasoddisfatto. Abbiamo concluso operazioni oculate portando qui degli uomini, tenendo presente il budget. Certo, abbiamo avuto qualche ritardo ad inizio sessione, ma poi abbiamo recuperato ed il gruppo è coeso“. Come sempre, però, il giudice di ultima istanza è sempre il campo, ma Fabiani subito precisa: “Premesso che i risultati dipendono anche da tante varianti, credo che prima della terza o quarta giornata non vedremo il vero Ascoli perché la condizione è quella che è. Ora siamo al 50, 60 %. Cine andrà a Frosinone? Può succedere di tutto: possiamo perdere, e male, o possiamo vincere“. E tutto ciò, è lecito dirlo, sarebbe una sorta di ‘bonus’ per il tecnico il cui lavoro, visto che non si retrocede, potrà essere valutato con calma? Fabiani dà a Cesare quello che è di Cesare: “Pergolizzi è il tecnico di questa squadra e per il mercato ci confrontiamo giorno per giorno. Queste operazioni non sono solo lavoro del ds, ma frutto di un lavoro collegiale“. 

Su Scalise, smentito il suo ruolo da ‘separato in casa’. “Se non l’avete visto giocare è perché soffriva di un problema al ginocchio e sta facendo allenamenti differenziati. Dice che vuole andare via? A me non l’ha detto. E’ chiaro che rientra nella finestra di mercato attuale e può partire in ogni momento. Ma non c’è alcuna frizione con la società. E’ un discorso diverso – conclude –, non è come Morosini che ci ha chiesto ufficialmente la risoluzione del contratto“.

 

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