ASCOLI PICENO – Folta partecipazione al convegno “Smart Piceno”, che si è tenuto presso la Cartiera Papale di Ascoli.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Nazionale “Lavoro & Welfare”, che ha in Pietro Colonnella il suo responsabile nazionale. L’ex Presidente della Provincia di Ascoli Piceno ha aperto i lavori sottolineando come “questo nostro territorio è in crisi da quando è stata chiusa la Cassa del Mezzogiorno”. Pur sottolineando che alcune aziende, nonostante le difficoltà sono rimaste a produrre nel territorio Piceno “bisogna attuare delle serie riforme che consentano lo sviluppo della nostra zona e Smart Piceno è una idea che va in questa direzione”. “Abbiamo bisogno di più infrastrutture e di più banda larga, dobbiamo tutelare la nostra manifattura. La sinergia fondamentale è quella tra lavoro, Università e ricerca” prosegue Colonnella.

E’ poi intervenuto Mario Lazzari, della sezione ascolana di Lavoro & Welfare che ha sottolineato che “smart non è un termine usato per moda, ma per l’idea di fare una città-territorio che, con l’ausilio delle nuove tecnologie possa rilanciare il territorio. La tecnologia non è un fine ma uno strumento per il nostro successo” prosegue Lazzari. ” Le potenzialità di uso di uno smartphone, ad esempio, sono enormi. E’ anche importante, tuttavia, tutelare la privacy di chi utilizza questi strumenti” conclude Lazzari.

E’ stato poi il turno di Valentino Castellani ex sindaco di Torino e poi presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Torino 2006, che ha portato l’esperienza della sua città, da lui amministrata tra il 1993 e il 2001. Castellani ha ricordato quando “abbiamo riempito Torino di buche per la banda larga e per questo abbiamo quasi perso le elezioni”. ” C’è l’esigenza di una visione quando bisogna re-inventarsi dopo la fine del ciclo, come quello che abbiamo avuto noi a Torino con l’industria”. “L’esperienza amministrativa di Torino mi ha insegnato che per realizzare i progetti ci vuole una squadra forte e c’è necessità di una leadership naturale che possiamo trovare nelle persone che scegliamo”.

Gaetano Sateriale del coordinamento nazionale della CGIL, ha rimarcato il momento critico del nostro Paese evidenziando che “anche il G20 ha sottolineato che la recessione non è stata ancora superata”. “La situazione per il lavoro non è rosea e c’è il rischio che la ripresa sia soltanto dal punto di vista economico-finanziario e non occupazionale. E’ fondamentale investire nelle eccellenze e si deve partire dal nostro patrimonio artistico e culturale”.

Il Presidente di Confindustria Ascoli Bruno Bucciarelli afferma che “la crisi è anche colpa nostra. Non abbiamo colto in tempo i segnali di forte cambiamento in atto, ma le nostre idee per lo sviluppo del Piceno sono state ostacolate dalla burocrazia. C’è bisogno di un patto tra tutte le forze in campo per rilanciare la nostra visione” conclude il presidente.

Il nuovo rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi, qui alla sua prima uscita dopo l’elezione, rimarca la questione dei “pochi laureati sul territorio”. “Io ho aiutato alcuni miei ex studenti a fare impresa” ricorda il Rettore, “l’Università deve preparare i ragazzi a queste nuove opportunità”. “Facciamo in modo che le specializzazioni siano decisive e fondamentali per il territorio”.

Achille Buonfigli presidente del CUP, ha evidenziato come “i tempi sono cambiati in peggio e si sono ridotti i finanziamenti alle Università, ma non è cambiata l’esigenza di una filiera formativa importante. L’idea di Smart City agevola l’idea di una nuova cultura ed una nuova Università”.

Per l’Università di Macerata è intervenuto il Prof.Francesco Adornato che ha citato “l’importanza di un percorso di sviluppo integrato per il territorio. Bisogna dare merito alla Regione Marche che ha bandito delle borse di dottorato che si occupano proprio di impresa”.

Il segretario dei Giovani Democratici di Ascoli Francesco Di Vita ha affermato che “bisogna superare il campanilismo che è ancora presente tra le popolazioni dei territori ed è invece necessaria un’integrazione europea, è ora di aprire nuovi orizzonti.” Di Vita sostiene anche che i giovani sono stati più svegli della classe dirigente nel cogliere i segnali di crisi che si sentivano già anni fa.

Le conclusioni sono state dell’On Cesare Damiano presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati ed ex ministro del Lavoro del secondo governo Prodi che sostenuto l’idea di “una nuova rivoluzione culturale”. Secondo il parlamentare PD “la destra ha distrutto l’idea del dialogo, ed è stata una precisa strategia politica mentre la sinistra ha subito questa impostazione”. Secondo Damiano “è importante riscoprire la parole visione perchè l’ideologia è morta”.

L’ex ministro ha rivolto, infine, una stoccata al sindaco di Firenze Matteo Renzi quando ha affermato che “prima di scegliere un politico, chiediamogli qual’è il suo programma politico. Non basta scegliere un politico solo perchè è smart”.

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