ASCOLI PICENO – “Ne abbiamo finora contrastato l’introduzione e resteremo contrari al Sistri. Gli autotrasportatori non possono applicare un sistema di tracciabilità dei rifiuti che in questi anni ha ampiamente dimostrato di non funzionare”: Lo afferma con nettezza il presidente di Confartigianato Trasporti di Ascoli Piceno e Fermo, Simone Feliziani.

“C’è un’assurdità nell’assurdità – prosegue Feliziani – il Sistri è obbligatorio per le aziende italiane di autotrasporto e non per quelle straniere che operano nel nostro Paese. Non è solo un problema di concorrenza e strumenti che alterano la concorrenza: nell’attuale momento di crisi economica, le imprese non hanno certo bisogno di altri problemi come quelli che provoca il Sistri”.

E’ questa anche la posizione di Confartigianato Trasporti nazionale che si fa portatrice della preoccupazione delle imprese di autotrasporto merci dopo la decisione del Governo di confermare l’entrata in vigore, dal primo ottobre, del sistema telematico di tracciabilità destinato alle imprese che trasportano rifiuti pericolosi.

C’è una battaglia contro lo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi che va combattuta ma con strumenti adeguati ed in grado di produrre risultati efficaci e non di complicare inutilmente la vita degli operatori generando nuovi costi e procedure gravose e dispersive.

“Stiamo per riunirci al livello nazionale – conclude il Presidente di Confartigianato Trasporti Interprovinciale Simone Feliziani – per decidere iniziative per contrastare questa modalità sbagliata che è un ritorno al passato peggiorato e penalizzante per la categoria dell’autotrasporto dei rifiuti pericolosi. Benché il Sistri sia stato opportunamente limitato ai soli rifiuti pericolosi, dal primo ottobre per i trasportatori e i gestori il sistema rimane identico al precedente, generando pesanti difficoltà e disagi alle imprese”.

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