ASCOLI PICENO- Il Consiglio Provinciale ha approvato all’unanimità, nella seduta di ieri pomeriggio, l’Ordine del Giorno presentato direttamente dal Presidente dell’Assemblea Consiliare Armando Falcioni contro il declassamento della sede Inail di Ascoli Piceno. Nell’atto il Consiglio impegna la Giunta provinciale ad intraprendere tutte le azioni necessarie volte a sensibilizzare l’Inail affinché la riorganizzazione degli uffici avvenga su criteri oggettivi legati, oltre che a motivi storici, anche ai rapporti di reale collegamento amministrativo e funzionale in essere tre le sedi di Ascoli e Fermo. Il documento impegna anche ad intraprendere ulteriori azioni “affinché la direzionalità degli uffici di competenza statale, in una probabile riorganizzazione volta ad un’ottica di risparmio nonché per una possibile riorganizzazione delle Amministrazioni provinciali, rimanga nel territorio Piceno e nel suo capoluogo”.

“E’ irrituale che lo stesso Presidente del Consiglio Provinciale presenti un ordine del giorno – ha evidenziato Falcioni nel suo intervento – ma in questo caso mi è parso doveroso ed opportuno farmi interprete in prima persona come consigliere di un’iniziativa condivisa da tutte le forze politiche del territorio su una questione che ritengo super partes e assolutamente prioritaria per tutti i soggetti istituzionali e socio-economici del Piceno. Il declassamento della sede Inail non è infatti una questione di mero prestigio – prosegue il Presidente – bensì comporta il rischio di una reale perdita di un servizio al cittadino piceno che vedrebbe un ufficio pubblico depotenziato e forse ridotto delle unità mediche in forza all’assistenza dopo il primo soccorso. Non solo – conclude Falcioni – il declassamento della sede Inail potrebbe essere solo il primo passo per l’applicazione di criteri che potrebbero vedere depotenziati altri uffici pubblici piceni a carattere provinciale nonostante sarebbe palese e razionale che la riorganizzazione dello Stato su base regionale debba avere nel Piceno il punto di riferimento nelle Marche del Sud per i servizi pubblici. Tutto ciò per evidenti motivi storici, geografici, amministrativi e per i rapporti socio economici in essere”.

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