ASCOLI PICENO – Anche dirigenti e funzionari della Confartigianato Imprese di Ascoli Piceno e Fermo hanno preso parte al Festival della Persona, l’evento di Confartigianato svoltosi a livello nazionale a Verona.

Delegati ed esperti si sono confrontati su strategie di uscita dalla lunga crisi che siano capaci di coniugare benessere e comunità ed evitare i rischi di una lunga depressione. Lo hanno fatto a partire dalla condizione delle persone, con il segmento specificamente dedicato previsto da Confartigianato.

Persona prima che impresa, ma anche persona nell’impresa e nel quotidiano: in tale prospettiva si delinea un ‘modello italiano’ per il rilancio del Paese che si fonda su asset caratteristici delle nostra società, tradizione e cultura quali famiglie, imprenditorialità personali, associazionismo diffuso, fazzoletti di capitale sociale, particolarità e universalità dei vari patrimoni territoriali, un fare che è artigiano nella concezione.

“C’è bisogno di rilancio e ripartenza – dice con determinazione Barbara Cambiaso, Presidente di Confartigianato Persone di Ascoli Piceno e Fermo, nonché vicepresidente provinciale di Confartigianato Ascoli Piceno – direi di riconoscersi persona ed in relazione con persone. Aver importato nei comportamenti individuali e sociali solo gli elementi negativi della competizione ci rende tutti più isolati ed insoddisfatti, incapaci di farci carico dei problemi altrui pur se ne abbiamo di nostri. Il “mondo artigiano” nasceva proprio quando le comunità iniziavano a formarsi: è il caso che ritorni tanta attenzione ora che dobbiamo ri-formarci se vogliamo andare avanti”.

La capacità di fare impresaè un pilastro chiave: il ritorno alla crescita dell’economia e l’incremento dell’occupazione, lo ricordiamo, può arrivare solo dalla forza delle imprese e a tal proposito va ricordato che nelquindicennio che va dal 1997 al 2012 le imprese dell’economia reale – manifatturiero, costruzionie servizi non finanziari al netto dell’agricoltura – hanno creato 1.614.300 nuovi occupati, mentre l’Agricoltura ha registrato una riduzione di 431.200 occupati, la Pubblica Amministrazione di147.500 unità e la Finanza e Assicurazioni ha incrementato gli addetti di sole 49.300 unità.

“A Verona abbiamo parlato anche del positivo di tanto volontariato ed associazionismo – commenta Franco Vitelli, neo Presidente dell’Ancos interprovinciale, l’associazione di promozione sociale di Confartigianato – è ulteriore pilastro del modello italiano presente anche nelle nostre province”. Concorde il commento di Bruno Mariotti, presidente dell’ANAP – l’associazione dei pensionati di Confartigianato: “Sta crescendo il nostro impegno per tutte le età e condizioni di vita. Chi ha dato tanto, in una lunga e faticosa vita lavorativa, non merita di vedere trascurata la persona che è il patrimonio di esperienza che ha accumulato. Ecco che alle iniziative sociali e di svago, – prosegue Mariotti – stiamo affiancando dei veri e propri percorsi per valorizzare persone e mestieri, anche per il rispetto dovuto a chi ha creduto nel lavoro ed investito in azienda, anche se piccola”.

“Quando, ormai in ogni sede, chiediamo attenzione al settore ed alla micro, piccola e media impresa, – conclude Barbara Cambiaso – di fatto auspichiamo attenzione per il futuro del Paese che può essere garantito solo dall’economia reale capace di generare lavoro, economia e relazione.”

Lo confermano i dati del Centro Studi nazionale di Confartigianato: “In relazione all’unità fondante della società, nel nostro Paese si contano 25.872.613 famiglie. InItalia, prima nazione europea per numero di imprese, vi sono 5.574.333 imprenditori e lavoratoriautonomi che rappresentano il 9,3% della popolazione nazionale. In particolare nel segmentodell’imprenditorialità è diffusa e rilevante la presenza degli imprenditori artigiani che sono1.817.430 di cui 1.100.221 come titolari (60,5%) e irestanti 717.209 come amministratori, soci o che rivestono altre cariche. Siconferma l’assoluta prevalenza dell’economia reale sull’economia finanziaria nella creazione diposti di lavoro: la crescita dell’occupazione nell’economia reale è 33 volte quella dell’economia finanziaria.”

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