ASCOLI PICENO – I sindacati preoccupati della sanità nel Piceno. Le unità sindacali riunite esprimono la loro preoccupazioni per i tagli che la Regione sta applicando nella sanità nel Piceno e negli ospedali di Ascoli e San Benedetto.

Giorgio Cipollini responsabile territoriale Cisl conferma che “l’unità dei sindacati davanti a questa che è una vera trasformazione della sanità marchigiana, che causa minori risorsi, si trova in forte declino. Il sindacato confederale si preoccupa non solo dei dipendenti del settore, ma anche dell’utenza che si trova davanti a minori servizi. Il sindacato non può permettersi il lusso di tacere davanti alle difficoltà dell’Area Vasta”, afferma il sindacalista.

“Si parla di razionalizzazione, ma si tratta di una trasformazione che si ripercuote pesantemente su un territorio già debole qual’è il Piceno” continua Cipollini, “anche l’assessore Mezzolani conferma che Ascoli è stata sempre penalizzata dai tagli. Noi vogliamo alzare il tiro, adottare nuove inziative anche coinvolgendo la conferenza dei sindaci, che ,però, non prestano la dovuta attenzione a questi problemi”.

Per quanto riguarda il fronte occupazione, la situazione non è affatto rosea. Sono stati rinnovati soltanto 20 contratti a tempo determinato su 49, risultato ottenuto solo dopo che i sindacati hanno alzato la voce.
“Tra quindici giorni la Regione deciderà se rinnovare la carica di direttore dell’Asur” continua Cipollini “ma in questo contesto denunciamo lo sfaldamento dei servizi sanitari, problemi che si ripercuotono sull’utenza” “La ri-organizzazione sia equa e ripartita su tutta la regione” conclude l’esponente della Cisl.

Francesco Neroni della Cgil è critico nell’affermare che “qui si sta scavando l’osso e la situazione è destinata ad implodere. Passiamo da 5 posti letto per mille a 3 e non ci sono posti di lunga degenza, i reparti di eccellenza rischiano e l’occupazione diminuirà sempre più”. “Intervenire sulle lunghe liste d’attesa è priorirtario e non possiamo accettare lo spostamento del 50% del settore della diagnostica al privato” prosegue Neroni “Noi abbiamo interrotto le relazioni con la direzione dallo scorso anno perchè non accettiamo questo percorso distruttivo” aggiunge il sindacalista Cgil.

Roberto Fioravanti del coordinamento RSU elenca dati drammatici spiegando che “la delibera della Regione assegnava all’ospedale di Ascoli 276 posti letto e 233 a S. Benedetto, oggi siamo di gran lunga al di sotto di questi numeri. Dopo mesi di annunci, si taglia ovunque e non si attiva niente. La radioterapia funziona come un ambulatorio e la Pet è un miraggio; la neurochirurgia a S. Benedetto funziona una volta a settimana, mentre sono stati ridotti gli interventi chirurgici programmati”. “Vogliono smantellare la sanità pubblica per favorire quella privata” è la denuncia di Neroni, “non c’è cosa peggiore che tagliare sul sistema sanitario in periodo di crisi”.

“Secondo il direttore Stroppa c’erano 205 precari, ma ne vengono confermati solo 11, il resto è soltanto disoccupazione. Trentamila giorni di ferie non godute sono uno scandalo. La direzione pensi ad applicare il piano industriale” conclude Neroni.

Paolo Villa della Rsu, aggiunge che ” non si vede un piano di largo respiro. La tecnologia che abbiamo qui è obsoleta: il 90% degli ecografi è fuori standard, con tecnologie mai aggiornate”.

“Lo standard adeguato di operatori dovrebbe aggirarsi intorno alle 28 unità: al Mazzoni ne abbiamo solo 12, e anche gli OSS sono in numero scarso”. “Quando si commettono degli errori in ambito sanitario, le conseguenze portano danni irreparabili”, conclude Villa.

Altre iniziative sono in previsione nelle prossime settimane e lo sciopero, pur considerato come soluzione estrema, non è escluso.

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