OFFIDA – Ci ha scritto il consigliere del circolo, Renato Almonti, per smentire certe affermazioni con le quali Niola Lucidi riteneva allo sbando l’attività del ritrovo culturale e ricreativo.

“Come membro del Consiglio Direttivo e tra i soci fondatori del Circolo (nel lontano settembre 1983, attualmente 30 anni precisi) mi permetto di rispondere all’articolo pubblicato dal signor Nicola Lucidi, in quanto lo stesso contiene parecchie inesattezze. Innanzi tutto il circolo Grifoli Club NON CHIUDE assolutamente e continua la sua attività di bar, organizzazione banchetti, feste di compleanno, gara di organetto, bad & breakfast per ospitare turisti a basso costo e centro di aggregazione sociale e culturale. Basta recarsi ad Offida in Contrada San Lazzaro, 72 per verificare di persona.
L’unica attività che viene momentaneamente sospesa è l’organizzazione di serate danzanti. Comunque il Consiglio Direttivo insieme all’Amministrazione Comunale, proprietaria dell’immobile si stanno attivando per risolvere questo momentaneo problema e ripristinare al più presto le condizioni per poter organizzare di nuovo serate danzanti. Certo che in questo momento non abbiamo né bisogno di giornalisti a caccia di scoop, né di politici, né di faccendieri di turno che specialmente in questa fase oltre che ad ampliare il problema non danno alcun contributo per la soluzione ed anzi potrebbero crearne di altri.
Vorrei fare una mia personale considerazione circa l’affermazione “territorio così brullo di cultura e di interesse popolare” questo locale era stato costruito circa cinquant’anni come scuola rurale ed ha svolto il suo compito per circa 10 anni ed anche io personalmente ho frequentato la scuola in quei locali poi con la centralizzazione delle scuole il locale è rimasto abbandonato e, su richiesta di alcuni ragazzi (a suo tempo) me compreso, l’amministrazione decise darlo in gestione al nascente circolo “GRIFOLI CLUB” sicuramente uno dei primi nella zona, inoltro ritengo che questo territorio vegeti di cultura contadina, della cultura dell’onestà e del rispetto ed anzi credo che si debba fare in modo che questa cultura venga trasmessa ad altre realtà in cui se ne sente la mancanza”
Renato Almonti

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