Su facebook è sorta una pagina dedicata a lei come candidato sindaco: possiamo darla per ufficiale?

Ho preso atto anch’io, come voi, della nuova pagina dedicatami su facebook e sono orgoglioso del percorso amministrativo che ho sviluppato con umiltà e passione. Gli attestati di stima di gente che mi vuole bene e che ha apprezzato tale progettualità non può che rendermi felice e darmi lo stimolo per proseguire al servizio della collettività per il bene comune.

Francesco Petrelli dell’Udc, Carlo Sesto Travanti ex assessore, sono persone a lei vicine politicamente?

Sono tante le persone che mi sono vicine e che hanno sposato la causa dell’impegno civico che da sempre mi appartiene, nel quale credo, senza mai avere avuto tessere di partito. E’ questa la strada giusta per garantire le generazioni future alle quali è stata tolta la dignità. I partiti scricchiolano e la gente vuole concretezza, trasparenza e moralità che solo chi ha il privilegio impagabile di essere un uomo libero può soddisfare. La mia associazione Ascoli x Ascoli si avvicina al decimo anno di attività con la crescita esponenziale dei simpatizzanti che sfiorano oggi le 1200 unità, certamente la più numerosa a livello regionale. Sono molto lontano da quei politicanti che nel clientelismo, nelle marchette e nello scambio di voti hanno fatto le loro fortune e che oggi non sono più attuali quando ad ogni piacere fa eco la drammaticità di migliaia di persone senza lavoro.

Qual è il suo rapporto attuale col sindaco Castelli dopo le vicende che costarono il suo allontanamento?

Con Guido Castelli non c’è più alcun rapporto ed il mio percorso non può che essere alternativo al suo, seppure nell’equidistanza, lontano da un modo di fare politica che non condivido e che ha cercato e voluto il mio allontanamento perché scomodo a logiche becere che nulla hanno a che fare con la trasparenza della pubblica amministrazione che i cittadini devono pretendere da chi li governa sempre e comunque.

Lei si candiderebbe sindaco di Ascoli a quali condizioni? 

La mia storia insegna che non ho mai fatto calcoli di convenienza, com’è dimostrabile, affermazione che non possono condividere gli altri. Oggi i politicanti di sempre sanno di essere in difficoltà e vorrebbero indossare la maglietta di civici e di moderati rinnegando quei partiti nelle cui fila sono stati eletti. Il popolo, però, sa riconoscere il vero civico, il vero moderato ed il vero ascolano e non credo che risparmierà critiche a coloro che hanno tradito il loro mandato sfiduciando lo stesso elettorato che lo ha promosso.

Lei conosce bene le vicende della giunta Castelli: quali meriti e cosa, invece, l’ha delusa?

E’ vero, sono a conoscenza di molte cose e, di conseguenza, rispondere a tale domanda comporta uno spazio davvero impegnativo che, se me lo concederete, potremo coltivare in più occasioni. Quello che mi preme affermare fin da ora è la profonda delusione di un progetto condiviso per la città e che si è realizzato solo parzialmente ed in alcuni settori se non in un solo, quello delle attività culturali, almeno fino alla mia permanenza in giunta. La mia figura, condivisa da Castelli, era quella del moderato di spiccata ascolanità che rispondeva, altresì, al requisito del profondo amore verso la città di Ascoli. Quando tutto ciò è stato minato, sono rimasto deluso.

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